RADIODRAMMI

in esclusiva per gli ABBONATI TPE

Ogni martedì, per tre settimane, troverete su questa pagina i podcast audio di tre radiodrammi realizzati e diretti da Valter Malosti per Rai Radio3:

  • Le amare lacrime di Petra von Kant di Rainer Werner Fassbinder dal 17 marzo
  • La governante di Vitaliano Brancati dal 24 marzo
  • M. Butterfly di David Henry Hwang dal 31 marzo

Una vera e propria stagione teatrale «d’ascolto» in esclusiva per gli abbonati TPE.

Il direttore di TPE li ha realizzati e diretti su commissione di Rai Radio3, rispettivamente nel 2005, 2006 e 2008, con la cura della produzione di Laura Palmieri e interpreti del calibro di Laura Marinoni, Giuliana Lojodice, Pino Caruso, Ennio Fantastichini, Mauro Avogadro, Eva Robin’s, Giovanni Moretti, Cecilia Dazzi, Michele Di Mauro, Ninni Bruschetta, Vincenzo Pirrotta, Irene Ivaldi e altri nomi prestigiosi. I podcast saranno disponibili fino al 5 aprile 2020.

M. BUTTERFLY

di David Henry Hwang
Traduzione, scelte musicali e regia Valter Malosti
Progetto sonoro GUP Alcaro

Personaggi e interpreti:
René Gallimard Mauro Avogadro
Song Liling Eva Robin’s
Marc Michele Di Mauro
L’ambasciatore Toulon Giovanni Moretti
Helga Gallimard Irene Ivaldi
Il giudice Bob Marchese
La compagna Chin Francesca Bracchino
Renée, ragazza danese Anne-Cecilie Luhkin Buchmann

Assistente alla regia Fabrizia Francone
Registrazione Roberto Cotto
Una produzione a cura di Laura Palmieri realizzata presso la sede Rai di Torino su commissione di Rai Radio3 – Il consiglio teatrale
2008

Valter Malosti traduce e mette in scena la storia narrata da David Henry Hwang (pluripremiato drammaturgo sino-americano, anche autore di libretti d’opera per Philip Glass) in una visionaria pièce teatrale del 1988: M. Butterfly, ispirata a un vero processo di spionaggio, che ha avuto enorme successo sia in America che in Inghilterra ed è stata portata sul grande schermo da David Cronenberg nel 1993, con protagonisti Jeremy Irons e John Lone. L’adattamento radiofonico è stato realizzato nella sede Rai di Torino per Il Consiglio Teatrale, ciclo di produzioni teatrali dedicate al Novecento nordamericano, a cura di Laura Palmieri.

Siamo a Pechino negli anni Sessanta, e la vicenda di Madama Butterfly di Puccini si intreccia alla storia d’amore proibita tra il diplomatico francese René Gallimard e la star dell’Opera Cinese Song Liling. Fanno da sfondo la fallimentare guerra americana nel Vietnam e l’evolversi della Rivoluzione Culturale cinese del Grande Timoniere Mao Tse Dong. Song si rivela una spia e non esita ad inventare una improbabile gravidanza per tenere Gallimard legato a sé. Gallimard, dopo una rapida ascesa all’interno dell’ambasciata francese, viene rispedito a casa dove, dopo alcuni anni di lavoro nei campi di riabilitazione, lo raggiunge Song. Gli eventi precipitano: il diplomatico viene arrestato dai servizi segreti con l’accusa di spionaggio e durante il processo è costretto a confrontarsi con la realtà: la donna perfetta che lui amava si rivela essere un uomo. Ora i ruoli si ribaltano, la fragile preda torna in Cina e l’uomo predatore si trasforma in una sofferta Madama Butterfly, seguendo anche la tragica fine dell’eroina pucciniana.

LA GOVERNANTE

di Vitaliano Brancati
Adattamento e regia Valter Malosti

Personaggi e interpreti:
Leopoldo Platania Pino Caruso
Caterina Leher Frédérique Loliée
Enrico, figlio di Leopoldo Ninni Bruschetta
Elena, moglie di Enrico Cecilia Dazzi
Alessandro Bonivaglia, scrittore Ennio Fantastichini
Diana, domestica Elisa Sciuto
Francesca, domestica Eleonora D’Urso
Portiere del Barone Denari Vincenzo Pirrotta

Realizzazione sonora di Alfredo Guerrieri
Una produzione a cura di Laura Palmieri
2006

«Moralità? La moralità italiana consiste tutta nell’istituire la censura. Non solo non vogliono leggere o andare a teatro, ma vogliono essere sicuri che nelle commedie che non vedono e nei libri che non leggono non ci sia nessuna delle cose che essi fanno e dicono tutto il giorno».

Vitaliano Brancati scrive la commedia La governante nel 1951, ma non la può rappresentare perché il testo cade sotto la censura del sottosegretario alla Cultura Giulio Andreotti: per cui la pubblica in volume l’anno successivo presso l’editore Laterza, facendola precedere dal pamphlet Ritorno alla censura.

La commedia, dietro suggerimento di Luchino Visconti, andrà in scena nella più tollerante Parigi nel 1963. In Italia sarà rappresentata per la prima volta solo nel 1965, dopo l’abolizione della censura, con protagonista la vedova di Brancati, Anna Proclemer, al teatro Duse di Genova per la regia di Giuseppe Patroni Griffi, già noto drammaturgo, ma alla sua prima prova come regista.

La governante francese calvinista e lesbica Caterina Leher, assunta in casa Platania, famiglia siciliana e borghese trapiantata a Roma, vive le proprie scandalose pulsioni erotiche gettando scompiglio in una società repressa e sclerotizzata in ruoli prestabiliti, suscitandone lo scandalo e l’inevitabile sanzione collettiva. Anche se l’autore sosteneva che: «La sostanza della vicenda è più la calunnia che l’amore fra le due donne». Sullo sfondo di un complesso discorso sull’etica e sulla responsabilità individuale, il testo è pieno di accenti polemici contro l’ipocrisia dei benpensanti cattolici, il filocomunismo borghese, i princìpi della Sicilia baronale e contro la censura stessa.

Ha scritto Malosti in occasione della messa in onda: «Il testo è una perfetta macchina teatrale assolutamente non datata. Per la produzione radiofonica ho avuto a disposizione un grandissimo cast brillante e ricco di originalità: la malinconia tragicomica e asciutta di Pino Caruso, la voce vibrante di Frédérique Loliée, il carisma e la libertà espressiva di Ennio Fantastichini, la svagatezza surreale e intrigante di Cecilia Dazzi, l’arroganza pigra nella voce di Ninni Bruschetta, la deliziosa freschezza di Elisa Sciuto e Eleonora D’Urso, la stralunata e carnale presenza vocale di Vincenzo Pirrotta.

Da un’intervista di Guido Zaccagnini a Valter Malosti in occasione della messa in onda su Rai Radio3: «Il mio lavoro drammaturgico è stato effettuato sugli scavi analitici che Brancati realizza soprattutto attraverso duetti che ogni tanto si allargano a quartetti. Il tutto senza toccare nessuna delle parole di Brancati, ma lavorando molto sul ritmo, per cui il testo è stato naturalmente molto asciugato per adattarlo alla necessaria concisione radiofonica. Il taglio interpretativo vede un mondo siciliano – rappresentato da attori come il magnifico Pino Caruso – che trapiantato a Roma si scontra con i costumi e la libertà sessuale della borghesia capitolina pre-Dolce Vita. È un lavoro scritto molto bene. […] Parla di coppie di fatto e regolarizzazione dei rapporti: temi su cui ancora oggi c’è più di qualche sacca di resistenza. Brancati era un liberale. Amava la libertà di costumi e di pensiero; quindi un uomo curioso e non certamente un comunista, né un moralista. Nella commedia si evocano partiti come la Dc e il Pci che, anche se scomparsi da anni, riaffiorano ancora oggi come fantasmi della cultura italiana».

«Nel suo pamphlet contro la censura Brancati dice: «L’Italia possidente non ama la cultura, perché la cultura nella sua vera essenza vuol dire prima di tutto libertà di espressione». È una bella sintesi che potremmo mettere in epigrafe all’intero lavoro».

LE AMARE LACRIME DI PETRA VON KANT

di Rainer Werner Fassbinder
Adattamento, progetto sonoro e regia Valter Malosti
Traduzione Roberto Menin

Personaggi e interpreti:
Petra von Kant Laura Marinoni
Valérie von Kant, sua madre Giuliana Lojodice
Gaby von Kant, sua figlia Silvia Ajelli
Sidonie von Grasenab, un’amica Alvia Reale
Karin Thimm, la sua amante Claudia Coli
Marlene, la sua dipendente Monica Nappo

Realizzazione tecnica e montaggio sonoro Violetta Parodi
Consulenza musicale Luigi Polsini
Una produzione a cura di Laura Palmieri
2005

Molti conoscono Le amare lacrime di Petra von Kant per il celebre film di Rainer Werner Fassbinder del 1972 con Hanna Schygulla, che interpreta Karin, oggetto dell’amore straziato della protagonista. E poi il rapporto complesso e claustrofobico, ambientato in una sola stanza e venato di sadismo e sottomissione, tra la stilista Petra von Kant e la sua assistente Marlene. Non tutti sanno però che Petra von Kant nacque come testo teatrale, e fu lo stesso Fassbinder a scriverlo e a metterlo in scena a Francoforte nel 1971. Valter Malosti nel 2005 lo ha adattato a radiodramma con protagonista Laura Marinoni, nell’ambito di un ciclo Rai dedicato alla drammaturgia tedesca del ‘900.

Ecco una nota del regista in occasione della messa in onda:

«Avevo già messo in scena Le amare lacrime di Petra von Kant nel 1988. Ero un ragazzino», scrive Malosti. «La chiave che dava il segno a tutto il lavoro erano le sei attrici immobili in uno spazio nero. Già allora dunque il potere evocativo della pièce fassbinderiana era, nelle intenzioni, affidata quasi interamente alle voci. E così quando si è trattato di scegliere un testo per questa rassegna radiofonica di testi tedeschi non ho avuto dubbi sulla forza che in radio poteva avere Petra von Kant. Nella mia poetica, la musica e il suono, coniugati alla parola hanno una importanza fondamentale. E quindi questa mia prima regia radiofonica mi ha dato modo di proseguire la mia ricerca attraverso un mezzo da me tanto amato. Il cuore del testo di Fassbinder è tutto nel personaggio muto di Marlene che a teatro e al cinema, finisce per rubare spazio alle protagoniste raccontando con lo sguardo e i silenzi un’altra storia, parallela, impadronendosi dunque della scena e dello schermo. In radio, ho avuto la possibilità di portare alla luce la voce nascosta e misteriosa di Marlene, che fa emergere dal testo tutte le didascalie, così come tutte le sue azioni e il suo sguardo. Così Marlene guida gli ascoltatori come se fosse un loro avamposto piazzato voyeuristicamente nella camera da letto della protagonista».