Passare dal corpo

Ricerca X è una piattaforma per il sostegno della ricerca artistica nel campo della coreografia e della performance, che sostiene 9 coreografi nell’arco temporale di un anno con il fine di promuovere lo sviluppo da parte degli artisti coinvolti di una traiettoria di ricerca (metodologica, estetica e poetica).
A conclusione di un percorso di ricerca, sviluppatosi durante tre residenze condivise, i coreografi e autori selezionati per il progetto Workspace_Ricerca X condivideranno il loro lavoro con il pubblico, nella giornata del 19 maggio, dalle ore 20, presso lo spazio della Lavanderia a Vapore a Collegno.
La serata è un’occasione per vedere sei diversi approcci al corpo performativo e alla costruzione coreografica e per incontrare il dramaturg di fama internazionale Bart Van den Eynde.
I lavori presentati indagano la coreografia ora come comportamento collettivo e costruzione di paesaggi nel lavoro di Ambra Pittoni, ora come struttura di gioco e di incontro nella collaborazione tra Teresa Noronha Feio e Francesco Sgrò, ora come design spaziale collettivo come proposto da Sharon Estacio, ora come detour simbolico nello studio dello “scoccare frecce” in Francesca Cinalli. Così come il corpo performativo diventa ora mappa del vissuto in Elena Pisu Sangiorgi, ora ricerca di un ordine percettivo peculiare in Cinzia Sità.
Per entrare meglio dei linguaggi della danza e nei codici espressivi che la caratterizzano, abbiamo fatto qualche domanda a Carlotta Scioldo e Erika Di Crescenzo (ass. cult. StandOrt Performing), direttrici per il progetto Workspace Ricerca X / research & dramaturgy.

Cosa si intende per drammaturgia nella danza contemporanea?
Si guarda alla drammaturgia come funzione che attraversa l’intero processo artistico: dalla concettualizzazione alla realizzazione del prodotto spettacolare. Se da un lato essa tende allo sviluppo di complessità del materiale, dall’altro l’obiettivo è di raggiungere una sintesi coerente all’idea iniziale con il fine di raggiungere il pubblico.

Quali sono le influenze del progetto ricerca X?
Il progetto ricercaX si pone di fare confluire al suo interno sia un articolazione sul contenuto proposto: ricerca artistica in campo coreografico, sia una riflessione a livello di struttura della produzione artistico-culturale . Tali referenze dunque sono da rintracciarsi da un lato nei “research environment” focalizzati sulla ricerca artistica dentro e fuori i dipartimenti universitari europei, dall’altro in studi di policy Making nel campo della produzione culturale.
A tale fine la presenza e il sostegno di coreografi e teorici quali Charlotte Zerbey, Cristina Caprioli e Bart Van Den Eynde sono stati fondamentali nella articolazione e realizzazione di questo primo anno pilota del progetto.

A che punto è la ricerca artistica nella danza contemporanea?
La risposta viene articolata a seconda del contesto di riferimento. Se guardiamo a paesi come Germania, Belgio, Olanda, Svezia osserviamo che da vent’anni sono nate strutture istituzionali e non, fuori e dentro i dipartimenti universitari, che focalizzandosi sulla ricerca artistica, anche in campo coreografico, hanno posto le basi per lo sviluppo di un vocabolario comune e specifiche metodologie di riferimento.
Parlare di ricerca artistica in campo coreografico presuppone poter intendere la coreografia come ” field of knowledge”, campo di conoscenza, non soltanto strumentale alla funzione spettacolare. Nel contesto italiano la parola ricerca è declinata perlopiù in forme di sperimentazione spesso legate alla fase produttiva spettacolare o a quella pedagogica. Nonostante il grande fervore di esperienze che caratterizzano la realtà artistica italiana come luogo di grande vitalità, si osserva da un lato una dinamica di realtà frammentarie, dall’altro un territorio dove l’istituzione non ha ancora accolto e formalizzato il campo della ricerca artistica. Il continuo movimento di artisti da e verso paesi del nord Europa ha creato anche sul nostro territorio focolai di pratiche, in termini di ricerca artistica, molto interessanti e propulsivi, caratterizzati da un evidente elemento processuale, che in questo momento acquisiscono forza e autorevolezza.

Quali sono oggi le criticità nel panorama coreografico? E i punti di forza?
Potremmo riassumere le criticità in tre aspetti principali: formazione, ruolo del pubblico e dell’istituzione. Si nota però su tali aspetti una sempre maggiore consapevolezza e azioni di diversa scala intraprese sul territorio nazionale che articolano una pluralità di risposte verso tali criticità.
La mancanza di strutture di alta formazione continua nel campo della coreografia e della danza contemporanea è una realtà evidente di cui si respira questa aporia anche nella produzione artistica coreutica. Inoltre ci si deve misurare con un allontanamento sempre maggiore del pubblico da questa forma d’arte complessa i cui paradigmi sono cambiati radicalmente rispetto alle forme classiche.
In tale panorama però nasce, in alcuni casi, la possibilità di interfacciarsi con istituzioni sempre più consapevoli e porose. Per la realizzazione del progetto RicercaX è stato il caso dell’incontro con la Fondazione Piemonte dal Vivo che, subentrata quest’anno nella gestione degli spazi della Lavanderia a Vapore di Collegno, è tutt’ora impegnata nell’attivazione e perseguimento di programmi specifici nelle direzioni di cui abbiamo parlato.

Perché è ancora importante passare dal corpo, trasmettere attraverso i suoi strumenti?
Il corpo a cui si guarda attraverso esperienze di questo tipo è un corpo che non pone solo la sua spettacolarità come elemento principale nella comunicazione con il pubblico ma che ne articola una discorsività. In un momento in cui le nuove tecnologie hanno preso il sopravvento anche nella fruizione di un prodotto artistico, è importante salvaguardare e riproporre un dispositivo di fruizione percettiva che passa, sia per l’artista che per il pubblico, attraverso il corpo.
Il corpo è un’antenna, riceve e trasmette, costruito per percorrere distanze e tempi metafisici oltre ai più consueti luoghi del quotidiano. È dunque un mezzo per attraversare la realtà materiale e confluire in quella universale attraverso le funzioni percettive. Nient’altro può sostituirlo in questa sua competenza. Per corpo si intende quel sistema integrato composto da emisfero destro e sinistro, ragione ed intuito, pensiero ed azione, materia organica e inorganica. Scendere in profondità ed esplorarlo in tutte le sue parti è un inesauribile viaggio che ogni uomo è costretto a fare nel suo cammino dentro la forma umana. Il corpo dunque diventa, al tempo stesso, fonte e luogo di produzione di conoscenza.

 

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