L’Arabesco e il Grottesco

Author archives: Mattia Rinaldi

Appunti di… EVA FUTURA (4)

 

Come altri spettacoli che ho realizzato in questi anni, anche questo nasce da una riscrittura. Ogni volta mi verrebbe da sottolineare: questa è la più profonda, la più radicale, ma credo sia una suggestione dovuta al debutto imminente. Come nei rapporti amorosi, le implicazioni e le modalità di un tradimento letterario (una riscrittura lo è, inevitabilmente) sono molteplici e difficili da ricostruire. In questo caso, la vittima del tradimento è un romanzo dimenticato come questo di Villiers de L’Isle Adam – tanto dimenticato da garantire al traditore una quasi certa impunità: solo uno storico della letteratura francese o uno dei rari lettori contemporanei di Villiers potrebbe smascherare la filiera dei misfatti compiuti sulla scrittura arabescata della Eva futura originale: anzitutto la sua riduzione a fabula, poi l’intervento devastante del frullatore drammaturgico, infine quello della macchina del dialogo, che scarnifica, asciuga come un fon e proietta la salma dell’opera originale, coi suoi capelli dritti stecchiti, in un luogo del tutto a lei estraneo com’è il palcoscenico, con quegli attori così terribilmente corporei rispetto alla natura impalpabile dei personaggi narrati da Villiers. E tuttavia (perché c’è un tuttavia, altrimenti non saremmo qui a parlarne) qualche legame sottile con l’opera originale, a parte la fabula, credo sia rimasto; anzitutto l’ossessivo macchinismo da cui nasce il romanzo (del 1886): Edison costruisce una donna artificiale che rimpiazzi quella reale, ritenuta insoddisfacente dal suo innamorato Lord Ewald; e poi la contrapposizione fra tecnologia e metafisica; e ancora: un susseguirsi di passeggiate nei giardini del Bello, dell’Ideale, del Sogno. Ma su quest’ultimo punto devo rassicurare lo spettatore: tutta questa architettura speculativa è franata nel passaggio dal romanzo alla scena, e i pochi ruderi rimasti sono innocui, anzi quasi comodi, come quelle rovine romane sulle quali siedono i turisti per consumare un panino sorvolando sulla loro passata maestà. È accaduto, e non da oggi: quasi due secoli fa Victor Hugo, nella prefazione al suo Cromwell, aveva intuito la necessità del Grottesco inteso come chiave d’interpretazione dell’uomo, crogiolo di bello e brutto, cielo e terra, umano e divino. Nell’Eva futura originale, Villiers costeggia il Grottesco, che stempera nella ragnatela della scrittura; durante la caduta fatale dal romanzo al palcoscenico quei fili fragilissimi si sono strappati e ci ritroviamo tutti “qui nel nostro qui” scenico (lo confessa il nostro Edison nelle prime battute), consapevoli che una caduta non è la fine del mondo ma, al contrario, una benefica fuga dal Sublime (ancora tanto pateticamente ostentato dalla cultura di massa nella sua versione kitsch).

Alberto Gozzi

Appunti di… EVA FUTURA (3)

 

RIPERCORRIAMO LA NASCITA DELLO SPETTACOLO EVA FUTURA, CURIOSANDO SUL BLOG DI “RADIOSPAZIO TEATRO

 

5 dicembre 2015

Durante le prove di ieri, non abbiamo potuto proiettare, per alcune ore, i video che abbiamo realizzato in chroma key, una decina di inserti che solo in un quattro momenti si combinano con gli attori: per lo più sono brevissime sequenze autonome dal punto di vista narrativo: potremmo definirli microracconti compiuti che fanno progredire l’azione di qualche centimetro, ma che non assolvono soltanto a questa funzione (nulla è puramente funzionale, su un palcoscenico): la loro natura fredda, altra, artificiosa (attori che diventano fantasmi di attori per riacquistare un attimo più tardi la loro compiutezza umana) dilata il tessuto scenico rendendo più elastica la scatola teatrale – è un aprire di tanto in tanto la finestra per respirare un’aria diversa, magari più freddina: si torna ritemprati alle proprie occupazioni, oppure, dipende dai temperamenti, si rimpiange quell’altrove che si è appena sbirciato e si pensa come sarebbe appagante un’Eva futura realizzata tutta in video con innumerevoli scenari colorati che si avvicendano grazie alla versatilità del chroma key.
Tornando alle prove di ieri, la notizia che per un paio d’ore non sarebbe stato possibile proiettare i video (ragioni tecniche) è stata accolta come un piccolo lutto, specialmente dagli attori – a me sembrava un fastidio, ma superabile: avremmo potuto provare le numerose scene senza video, mettere a fuoco alcuni passaggi non ancora ben risolti, insomma il lavoro non mancava. Ne abbiamo discusso per un paio d’ore, fino a quando la luce dei video non è ritornata, e come dopo un black out (di natura prevalentemente spirituale, direi) gli attori hanno battuto le mani, bimbi sottratti al buio, oppure privati ingiustamente di un giocattolo. In quel momento ho capito che lo spettacolo, ahimè, era pronto.

Appunti di… EVA FUTURA (2)

 

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1 dicembre 2015

La fotografia, scattata durante una prova tecnica, non documenta un momento dello spettacolo ma rappresenta lo stato dei lavori in cui ci troviamo. I due personaggi sulla sinistra, Lord Ewald e la serva Molly, agiscono in un video realizzato col chroma  key; il personaggio sulla destra, Alicia Clary appare in semitrasparenza dietro uno specchio magico: un trio di fantasmi che fluttuano sulle pareti perimetrali della scena vuota. Fra un attimo entreranno in scena gli attori e scatterà un rapporto instabile fra il vivo e l’ectoplasma, fra la presenza e l’assenza. Su questo rapporto stiamo lavorando nell’ultima settimana di prove; sono giorni in cui all’etereo dei fantasmi si contrappone la fisicità della macchina scenica che deve essere messa a punto passaggio per passaggio.

Appunti di… EVA FUTURA (1)

 

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9 novembre 2015

Da dove s’incomincia a raccontare uno spettacolo che sta per nascere? Oggi pomeriggio faremo la prima lettura con gli attori. Una prima lettura viene come viene, come un neonato. E’ un organismo approssimativo e, diciamolo, bruttino, ma nel quale si vogliono leggere, per rincuorarsi, molte possibilità – ed è un bene che non sia gran che perché a volte vengono fuori certe prime letture tutte vigorose, supervitaminiche e con la faccia da pupi già formati, con i capelli addirittura, e superbe, anche, con l’aria di chiedere: “Dov’è il teatro?”:  se fosse per loro, andrebbero in scena così come sono, senza nemmeno togliersi il pannolino. Sono le peggiori, naturalmente, perché nascendo già così “imparate” non potranno altro che avvizzire nella loro pellicola di plastica, durante il mese di prove, senza essere mai cresciute, e debutteranno come certe signore rifatte e ripittate che fingono di avere il batticuore per l’emozione.
Dunque, della prima lettura vi diremo, forse e se ne varrà la pena. In questo mese di prove vi racconteremo dello spettacolo cercando di sottrarci (noi e voi) alla noia della trama. Oggi incominciamo dal modellino di Alice Delorenzi, bello e per ora enigmatico: mi piace l’idea di iniziare questo racconto con un cartoncino piegato, incollato e fotografato alla meno peggio, lì sul tavolo dove si trova. Siamo ai materiali preliminari: il cartone (del modellino) e la carta (del copione); è un momento sospeso, in cui tutto può essere ancora piegato, tagliato, modellato e riscritto, mentre prende forma, inesorabile, la scrittura più avventurosa, quella scenica.

Pillole di… REZZAMASTRELLA (2)

 

Nella cornice dell’AstraCafé, durante il primo di incontro di “Le voci della scena”, Daniele Gaglianone e Federica Mazzocchi chiedono a Flavia Mastrella e Antonio Rezza le reazioni dei loro genitori alla visione degli spettacoli che li vedono protagonisti. Scopriamo insieme nuovi spunti sulla gerarchia ecclesiastica e le affezioni a Padre Pio e a San Tommaso d’Aquino.

Pillole di… DI MAURO e VISCOVO

 

In The secret love life of Ophelia il drammaturgo britannico Steven Berkoff immagina il contenuto delle lettere che, nella prima scena dell’atto terzo di Amleto, Ofelia restituisce all’amato, per volere del padre. In scena al Teatro Astra il 20 e il 21 novembre, Michele di Mauro e Carlotta Viscovo raccontano agli occhi e alle orecchie del nostro blog come è nato questo spettacolo.

Come mettere in azione un carteggio? Quanto incidono nella drammaturgia le partiture sonore e musicali?