V per vertigine

Sono due quest’anno le compagnie ospiti di Teatro a Corte che si muovono sul sottile filo della vertigine e che portano le loro creazioni inserite in un percorso di spettacolo nella Palazzina di Caccia di Stupinigi, in scena l’8 luglio prossimo.
Colporteurs propongono L’Étoile, una struttura di tubi metallici e di funi d’acciaio, simile ad una scultura, e presentano due performance, Evohé, rilettura del mito di Teseo e Arianna, e Le chas du violon, racconto del legame tra una madre e una figlia. Le due acrobate/danzatrici francesi Pauline Barboux e Jeanne Ragu si esibiscono, invece, su un particolare strumento di loro stessa invenzione, la Quadrisse, un congegno circense composto da quattro sottili trecce di corda nera che esaltano le evoluzioni acrobatiche delle danzatrici, che presantano una performance dedicata alla sospensione. Sempre a Stupinigi, Marco Muzzon, scenografo e artista, propone un percorso/installazione tra le fiabe più famose, in un gioco di rimandi in cui è possibile che una fiaba si trasformi in sedia e una sedia si trasformi in fiaba.
E, a proposito di luoghi non convenzionali che accolgono le arti performative e di omaggi alla vertigine, non si possono non ricordare le imprese di Philippe Petit, il primo vero interprete del funambolismo fuori dai teatri e circhi, le cui iniziative leggendarie hanno fatto il giro del mondo. Nel 1971, infatti, Petit diede inizio alle sue avventure: si mosse sospeso a un filo tra i due campanili di Notre Dame, con una corda tesa, sotto lo sguardo sgomento degli spettatori casuali che lo osservavano dalla strada. Con la stessa tecnica, l’artista ha attraversato le cascate del Niagara, poi il Superdome di New Orleans, e ha anche teso una corda fino al secondo piano della Tour Eiffel. La sua impresa più celebre si è svolta nel 1974: il 7 agosto Petit riuscì a camminare in sospensione su un cavo teso tra le due Torri Gemelle ancora in costruzione, facendo avanti e indietro per otto volte, con in mano un’asta per tenersi in equilibrio e senza alcuna rete di sicurezza, muovendosi su una corda in acciaio lunga più di 60 metri e a 415 metri di altezza dal suolo, tramite un filo guida scagliato con arco e freccia. Petit fu arrestato al termine dell’impresa, ma considerata l’attenzione mediatica, le accuse formali furono fatte cadere e fu condannato ad esibirsi a Central Park, sotto gli occhi incantati di adulti e bambini.

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