Alcune parole per i Tre Moschettieri

Assolutamente da vedere!

Assolutamente da non perdere

Stupendo!!!!

Spero che tornino..

A leggere questi commenti, pare quasi di trovarsi davanti alla copertina di un libro di successo, di un cult del mercato editoriale, del giallo preferito per l’estate. E invece, questi blurb (letteralmente ‘strillo’, termine coniato nel 1906, dall’umorista americano Gelet Burgess), ovvero le parole di approvazione per grandi e piccoli autori stampate, come tradizione vuole, sulle copertine o sulle fascette per libri, sono invece commenti (da Facebook) di approvazione, dilazionati nel tempo, dedicati alle 8 puntate de I Tre Moschettieri che Fondazione TPE ha messo in scena nella scorsa stagione. La natura stessa degli 8 spettacoli, la vicinanza, anche per conformazione degli spazi, tra attori e spettatori, ha suggerito al pubblico una grande empatia con i protagonisti. I commenti sui social network sono stati numerosi, calorosi. Ve ne riportiamo qui alcuni, e vi diamo appuntamento alla prossima stagione per il ritorno di Athos, Porthos, Aramis e D’Artagnan e degli altri personaggi, con Moschettieri Cabaret, in scena 25 al 30 ottobre al Teatro Astra.

Ivan La domanda più frequente che ho sentito tra gli spettatori alla fine dell’ultima puntata è stata: “E adesso?! Come faremo senza I Moschettieri?!?” Ad ogni modo, grazie davvero! Ci mancherete molto. Spero anch’io che sia solo un arrivederci

Angela Ci avete fatto ridere per sette puntate e piangere all’ottava… Tutti, grandi e piccoli, abbiamo partecipato al vortice di emozioni messe in scena in modo magistrale dagli otto registri da tutti i tecnici e dai fantastici attori della compagnia. Un arrivederci commosso a tutti voi

Elena C’ero anche io allo spettacolo delle 18.00 di ieri. Uno spettacolo incredibile, ironico, intelligente, spassoso, gli attori bravissimi. Non vedo l’ora che arrivi la prossima domenica per continuare il divertimento. Bravi..Bravi tutti

Simona Spero che sarà solo un arrivederci perché è stata un’esperienza bellissima ed esaltante. Arrivavamo a teatro per essere trasportate nel mondo di Dumas e nel XVII secolo, per poi portarci a casa l’allegria e il buonumore che ci regalavate e godercelo nell’attesa della puntata successiva. In casa nostra si continuano a canticchiare le vostre canzoni, e guai a sbagliare una parola o a steccare, si viene immediatamente redarguiti e corretti! Insomma: se lo rifate siamo con voi: tutti per uno, uno per tutti!

Enrico Ci mancherete, ci avete fatto divertire, ci avete liberato la mente dalle preoccupazioni e siamo usciti da Teatro ogni volte meglio di come eravamo entrati….è stata un’esperienza magica, me la porterò dentro per tanto tempo, e sono davvero contento di esserci stato. Grazie di cuore a tutti voi. E spero, davvero, che i Moschettieri torneranno. Non ci dimenticheremo mai di voi. E speriamo di rivedervi tutti insieme presto!!!! Per Dumas, o, perchè no, per I misteri della Jungla Nera in versione Teatrale!!!

Elena Spero che sia un arrivederci!!! Il pubblico premierà questa grande produzione di qualità, con attori giovani, musiche originali eseguite in mezzo alla mischia e bellissimi cori. Anche le istituzioni dovrebbero sostenere progetti speciali come questo. Ho apprezzato la capacità di trovare sponsor e di incastonarli in modo ironico nello spettacolo e senza snobismi. Il teatro “povero” per ragazzi lo seguo da otto anni in giro per teatri, è bellissimo e poetico ma è la prima volta che vedo una vera grande compagnia con tutto l’apparato scenico e immaginifico che serve, al servizio di un progetto diretto anche ai bambini. Le grandi scenografie non stanno bene solo al Regio 🙂 Viva il teatro Astra dove vidi una meravigliosa Ifigenia in Tauride!!! E in biglietteria la signora francese più gentile dell’universo

Enrico OTTAVA PUNTATA FANTASTICA!!!!!!! BRAVISSIMI TUTTI!!! Scrivere sull’onda dell’entusiasmo dopo aver appena avuto la fortuna di assistere all’epilogo dei Moschettieri (in replica per altre cinque sere, fino al primo maggio, e invidio chi deve ancora vedere questa fantastica, bellissima messa in scena del capitolo finale della storia). Tutti particolarmente in forma, brillanti, bravi, ispirati, concentrati come sempre gli attori, ottima la regia, le luci, la scenografia, le musiche, l’organizzazione, colpi di scena scenici da quando entri in sala a quando esci, questa puntata è stratosferica, bella, malinconica, dark e cupa, avvincente, forte, ti lascia tanto, Dumas ancora una volta sarebbe stato felice di questo spettacolo. E’ stata davvero una fortuna, un onore, un piacere poter assistere a tutte le puntate, davvero. Spero che tutti coloro che hanno lavorato a questo spettacolo abbiano gioia e felicità professionale e personale, se lo meritano, e hanno dimostrato che il detto di Dumas, il motto dei Moschettieri è una cosa realizzabile, e porta fortuna: uno per tutti, e tutti per uno!!! E spero che questo sia un arrivederci….grazie Moschettieri, grazie a tutti voi del teatro Astra

Laura i tre moschettieri è un’opera con una peculiarità particolare: l’essere divisa idealmente in due parti, una allegra e guascona, l’altra cupa e drammatica. chi vuole mettere in scena deve per forza scontrarsi con il seguire una linea, che inevitabilmente è quella della commedia, o cambiare registro dopo il recupero dei puntali. teatralmente la scelta ricade sempre sulla commedia, ed è una scelta giusta, che rispetta le aspettative degli spettatori e il carattere allegro dell’autore. alla luce di questo, la sdrammatizzazione presente in quest’episodio mi piace, poichè rispetta le intenzioni del testo, senza snaturarlo eccessivamente. gran bell’episodio!

Giorgio Miladychièmiladychefa. Credo che il punto chiave sia questo.La vicenda dei giovani guasconi, le trame più o meno oscure del cardinale che riesce a cerebralizzare ed a rendere sottile e vaga l’identità sessuale così gioiosamente e giocosamente eclatante ed esplicita in sua maestà , rendendola inscindibile dalla brama di potere, l’amore buffo ed arruffone di Buckingham ed Anna, le tante vicende collaterali dei personaggi di volta in volta alla ribalta, che una sera ti sembra siano fondamentali e poi non vedi più, la musica che varia e delinea le atmosfere, specchio degli stati d’animo. Ma, ma se non ci fosse quella traccia che inizia subito nera e misteriosa, poi diviene più nitida, più comprensibile, poi ti sfugge di nuovo, ritorna, inquietante ed ammaliante al tempo stesso, ipnotica e seducente. Se non ci fosse, sarebbe un Van Gogh senza il colore. E quando si muove lei, si muove la vicenda , ora rallenta , ora si ferma , ora non ci stai dietro, si complica, ora diviene chiara è lampante. E poi, poi ti accorgi che tutto o quasi, parte da quella domanda che oramai ti risuona dentro, Milady chi è Milady che fa..? Una domanda a cui non vorremmo mai una risposta.

Giorgio E domani sera siamo all’ultima. In questi mesi ci avete accompagnato non solo con la presenza nel giorno dello spettacolo ma negli spazi , negli intervalli di vita tra gli episodi . E allora adesso non è più importante la vicenda, non mi incuriosisce la fine, voglio che rimanga la sensazione di una consuetudine ( nella sua accezione positiva ) di una dolcezza e serenità che continui ad accompagnarmi. Ormai siete compagni nei miei giorni, camminiamo insieme. L’unico finale che accetterei è quello a sorpresa, ma la sorpresa sarebbe…signori , lo spettacolo non è finito , continua, insieme, e, se non saremo su questo palco , beh…saremo sul palco della vita. Mi mancherete.

Enrico Settima puntata. Il viaggio si avvia verso l’ultima puntata, e già ne hai nostalgia. Ma la magia rimane. La città di Torino, che ha resistito all’assedio del 1706, ai bombardamenti e che, ne siamo certi, sarà importante per tutto il Paese nei prossimi anni, dovrebbe adottare questa compagnia di artisti, che siano liberi di andare per il mondo, ma che abbiano sempre qui una loro casa ideale, un punto di riferimento, in cui ritornare quando lo vorranno, perché abbiamo bisogno tutti della loro arte, perchè l’arte alla fine ti salva, perchè l’arte è potente come la luce dell’alba dopo ogni “notte buia e tempestosa”. Regia di Ugo Gregoretti, che ti fa venire in mente la sua versione divertentissima in bianco e nero del Circolo Pickwick, realizzata per la Rai con, fra gli attori, un giovanissimo Gigi Proietti…e il cerchio quasi si completa. Con questa compagnia, con questa regia e questa scenografia che sa di invenzioni che ti riportano alla grafica frizzante della pubblicità del dopoguerra, anche la parte più pesante del libro di Dumas diventa più leggera. Con l’inedita versione teatralesceneggiatura radiofonica, con tanto di presentatrice Lia Tomatis che fa la radiocronaca-sceneggiatura in diretta della puntata. Gli eroi sono sempre loro. I tre moschettieri più D’Artagnan. Che, smargiassi, allegri e mai impauriti, sfidano le pallottole degli ugonotti, le cannonate e trovano l’unico luogo al sicuro dalle orecchie delle spie del Cardinale, i bastioni de La Rochelle sotto il fuoco nemico, dove i quattro eroi vanno a fare colazione, e resistono più di un’ora…mentre Milady/Daria Pascal Attolini, beh, Milady fa Milady, e non ce n’è per nessuno, neanche per un trombone puritano come Felton, che, poverino, si prende schiaffoni per tutto il tempo da un Lord Winter sadomaso. Il lavoro sulle voci fatto degli attori in questa puntata dovrebbero vederlo tutti gli aspiranti attori. E poi, per chi come me è un fan sfegatato di questo spettacolo, e ama tanto tanto il libro di Dumas, vedere D’Artagnan Padre/Sergio Troiano che infila finalmente la cappa da moschettiere indosso al giovane D’Artagnan figlio/Luca Terracciano ha un che di epico davvero, una scena così bella che nemmeno nel libro c’è…l’idea del genio Aldo Trionfo di mantenere il papà di D’Artagnan per tutte le puntate, a mo di presenza moralizzatrice o personalizzazione della figura paterna interiorizzata dal giovane D’Artagnan, ci ha regalato un personaggio che abbiamo imparato ad amare come i Moschettieri stessi. Che dire? Lo show vale tutto il prezzo del biglietto, ma vale molto, molto di più per il cuore e lo spirito di noi spettatori, e non vedi l’ora di vedere la prossima puntata, anche se sai già che, siccome sarà l’ultima, ti mancheranno maledettamente tanto tutti, ma la poesia è anche questo: l’attimo magico e infinito in cui la vita si svolge, la luce che sfolgora di bontà e bellezza, e se poi finirà, la porterai dentro di te per sempre, come un sorriso che hai fatto in momenti allegri e che in te non si spegnerà mai!!!!!

Enrico La sesta puntata. Regia energicamente e esilarantemente dissacrante e di rottura di Robert Talarczyk.Il viaggio continua. D’Artagnan e Milady, l’eroe e la dark lady, che in questa puntata all’insegna della contaminazione, dei generi di teatro, delle epoche storiche (ma solo un po’, senza mai deragliare dall’universo Dumasiano, anzi mostrando come una storia così grande e attori così bravi possano reggere anche l’incursione di energie creative inarrestabili e dissacranti, che rompono gli schemi di un classico ottocentesco, ma Dumas era un uomo di mondo e un vero artista, questi artisti gli sarebbero piaciuti anche in questa puntata esilarante ) finalmente si incontrano e, poi, per l’indissolubile rapporto fra Eros e Morte, si scontrano…la dark lady, mai così dark e affascinante neanche al cinema, che sembra uscita da Sin City, e l’eroe, guascone, astuto fino alla fine, che cade nelle braccia della più terribile spia del cardinale nel modo più divertente mai realizzato, con Milady/Daria Pascal Attolini che insegue come una dark lady da film hard boiled o canzone di Buscaglione D’Artagnan/Terracciano che i costumisti hanno rockettarizzato in chiave davvero divertente…D’Artagnan che rimane inarrestabilmente devoto alla regina e alla sua ricerca di Costanza/Maria Alberta Navello, Costanza che nel libro come qui a teatro è lo spirito puro della storia, sempre a sua volta presente come un’entità superiore…D’Artagnan che proprio perché è pur sempre “Al servizio di sua maestà la Regina” (e credo che Bond e Fleming debbano infine qualcosina a Dumas e D’Artagnan) perpetra l’inganno con cui si fa beffe, qui in modo davvero esilarante (tanto da portarci persino in una discoteca nel pieno di una festa, con Athos/Onofrietti che cita Servillo in Sorrentino) della più terribile e letale spia del Cardinale, che potrebbe anche essere stato il primo capo della Spectre…ma qui, il Cardinale fa a gara in simpatia con Luigi XIII…abbiamo riso di cuore!!!. E poi, davvero, la creatività che esce dagli schemi, il papà di D’Artagnan/Troiano che interrompe la scena appena iniziata e rompe la barriera fra il pubblico e la storia, ma hegelianamente, quando l’io è negato dal non-io, poi si rafforza ancora di più, per cui la rottura della barriera fra pubblico e attori serve in realtà a rafforzare ancora di più l’incanto, come nella scena fra il Cardinale/Sarasso, la Regina/Favilla e Luigi XIII/Pizzetti, con il re che fa le bolle e regina e cardinale che fanno la calza….esilarante e divertente come lo spot dello sponsor di questa puntata, il cioccolato Oxicoa, vera altra genialata di questa edizione teatrale a puntate dei Moschettieri, ossia gli sponsor nella storia, un bell’esempio di product placement inserito in modo davvero simpatico e recitato da attori così bravi e accattivanti e soprattutto divertenti (Il re Luigi che si ferma con le tende lontano dalla Rochelle perché, lo accusa Richelieu, vuole mangiarsi di nascosto i gianduiotti) molto di più che certi attori hollywoodiani…le industrie dovrebbero investire molto di più nel teatro, questi artisti, queste maestranze, questa organizzazione lo meritano. E, poi, sempre, per chi ama i Tre Moschettieri, la figura paterna di Athos e quella di matrigna seduttrice di Milady nei confronti del figlio spirituale del conte de la Fere D’artagnan. Bravi tutti, dalle comparse ai primi ruoli, indimenticabile la scazzottata realizzata in montaggio alternato come al cinema (grazie ai maghi delle luci) fra Aramis/Romoli e Porthos/Casalis e gli sgherri del Cardinale, il cortometraggio muto della storia fra Athos e Milady e, poi, infine, l’incontro di amore-odio fra Athos e Milady, forse la vera storia d’amore del romanzo…su tutto, il vino d’Anjou…il capitolo che persino Perez Reverte ha messo al centro del suo indimenticabile Il club Dumas. E, legato al vino, indimenticabile stasera l’Oste-superstar!!! Era una notte buia e tempestosa, scrive Dumas…e noi, grazie al cielo, contro ogni avversità, siamo riusciti a tornare al Teatro Astra anche stavolta.Siamo riusciti a tornare a quella che per noi, è ora come una seconda casa. Grazie e complimenti!!!

Enrico Stanotte Dumas era con noi al teatro Astra. Ho appena visto la prima della quinta, meravigliosa puntata. Dal primo istante ci ha stupiti, incantati, divertiti un sacco, appassionati. Ogni puntata è più bella, ad ogni puntata siamo sempre più stupiti,meravigliati come bambini che vedono i loro eroi finalmente in carne e ossa a pochi metri da loro. Le prossime cinque repliche della quinta puntata domani sera e per cinque altre formidabili, incredibili notti. Poi avanti con questo viaggio, la spada in pugno e il cuore tutti per uno e uno per tutti, nella storia di Dumas. Onore questa sera all’energico capitano dei moschettieri, Treville/Moretti. L’uomo che ha affrontato il Cardinale. Quello che sta succedendo al teatro Astra con i Moschettieri ha del miracoloso. E’ luce pura, è creatività allo stato puro, lanciata sulla scacchiera bianca e nera del palcoscenico in cui siamo immersi tutti in luci magiche, straordinarie, che ci incantano gli occhi e fanno sognare il cuore, e noi spettatori a sognare, un sogno a puntate, che ci accompagna per dei mesi, e non ci lascia soli dopo una sola notte. Ho capito che qualcosa di speciale stava succedendo all’Astra nel momento in cui sono andato ad acquistare i biglietti per la prima puntata. Fare l’abbonamento per vederle tutte è stato come imbarcarci per un viaggio nei personaggi che ho sempre adorato, ora da uomo più ancora che da piccolo. Athos, grazie per quello che ci stai insegnando. D’Artagnan, quello che vorremmo essere, Porthos, che la vita vuol dire anche sorridere e avere la forza di travolgere il nemico con la propria vitalità, e Aramis, il cuore verso il cielo e l’amicizia uno per tutti sulla punta della spada. E tutti gli altri, Monsieur D’Artagnan/Troiano che ci accompagna come un padre orgoglioso e amorevole nel viaggio di formazione del suo figlio che, come noi tutti, è uomo e quindi non perfetto, ma è nobilitato dal coraggio che ti viene quando ami qualcuno e sei disposto a correre fino al di là del mare per quel qualcuno che ami.. Grazie davvero a tutti. Superiamo i nostri guai quotidiani sapendo che ritroveremo voi tutti, il Cardinale, Re Luigi, Milady, Costanza e tutti gli altri nelle prossime puntate…e vorremmo non finisse mai. Vorremmo che Torino vi adottasse tutti come Compagnia Teatrale della città in quel posto davvero magico che è il teatro Astra. Dove i maghi delle luci, delle scenografie, dei costumi, della musica e dei duelli di spada stanno realizzando con gli attori e i registi e chi ha scritto questi otto episodi qualcosa di magico. Il cuore ci batte forte di gioia, ogni puntata è la carica emotiva potente che vi vuole in questi tempi, che ti aiuta ad andare avanti, che ti mostra che il lavoro duro duro duro degli artisti ci salverà tutti, alla fine, perché lo sta già facendo. Vorremo che i tre moschettieri non ci abbandonassero mai. Il viaggio continua. Ora la quinta puntata potete vederla per altre cinque notti incantate. Fate un viaggio nel tempo. Tornare nella Parigi di Dumas. Non ve ne pentirete. Grazie a tutti gli artisti di questa magica avventura!!!!

Elisa Il personaggio di Luigi XIII è strepitoso. Complimenti all’attore che lo interpreta.

||Ne approfiattiamo per salutare Gianluigi Pizzetti, meraviglioso interprete del Re, che già trent’anni prima, nell’edizione che si svolse all’Aquila, aveva dato corpo e voce al medesimo ruolo.
Come potrete leggere qui sotto, non mancano le fan di Aramis e del protagonista D’Artagnan, le rassicuriamo: Luca Terracciano è bellissimo anche senza parrucca e ha tutti i capelli ben saldi sul capo:

Patrizia Nadia, finalmente vedremo i capelli di D’artagnan!! E per Chiara, lo sguardo di Aramis!

Nadia Seguro… Ma se poi è pelato??