Teatro a colazione

Il festival Teatro a Corte si conclude questa sera con uno spettacolo della compagnia Groupe F, una delle più apprezzate e note al mondo, maestra nell’arte del fuoco e delle creazioni pirotecniche, che vanta collaborazioni con numerosi artisti, tra cui l’eclettica Björk. Groupe F porta in scena per il gran finale di Teatro a Corte À fleur de peau una ballata terrestre, un curioso viaggio tra i tesori del cosmo: un racconto folgorante sul complesso rapporto tra l’uomo e l’ambiente realizzato dal vivo con i più scenografici numeri pirotecnici. Conosciamo la Terra che abitiamo? E quale lezione stiamo lasciando a chi la abiterà dopo di noi? À fleur de peau riempie di meraviglia gli occhi dello spettatore trascinandolo ai confini del mondo contemporaneo, in un universo magico e vertiginoso, svelando le fragilità dell’uomo.
Tempo di finali, e tempo di bilanci. Ci piace dunque ripensare ai momenti più belli di questa edizione di Teatro a Corte, anche quelli non strettamente performativi. Come nel caso delle “colazioni del Festival”, momenti di incontro dedicati all’approfondimento degli spettacoli, in cui pubblico, artisti, operatori e giornalisti si sono incontrati e confrontati negli spazi del Polo del ‘900, per una chiacchierata informale davanti a caffè e brioche.
Caffè e teatro, nel celebre sodalizio suggerito da Eduardo De Filippo in Natale in casa Cupiello (1931):
Concè ti sei immortalata!
Che bella schifezza che hai fatto!
Non ti piglià collera Concè.
Tu si una donna di casa e sai fare tante cose.
Per esempio ‘a frittata c’ ’a cipolla, come la fai tu non la sa fare nessuno.
È una pasticceria. Ma ‘o ccaffè non è cosa per te.
Non lo sai fare e non lo vuoi fare, perché vuoi risparmiare.
Col caffè non si risparmia.
È pure la qualità scadente: chisto fete ‘e scarrafune…
ma sopratutto nell’Atto II di Questi fantasmi (1946), in cui il caffè viene solennemente decantato e raccontato da Pasquale Lojacono mentre conversa con l’immaginario dirimpettaio prof. Santanna

 [foto di Domenico Conte]