8 > 13 settembre 2020 h 21
TEATRO CARIGNANO, Torino

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di Giovanni Testori

Con Anna Della Rosa
e con Marcos Vinicius Piacentini

Progetto sonoro Gup Alcaro
Scene e luci Nicolas Bovey
Costumi Gianluca Sbicca
Cura del movimento Marco Angelilli

Regia Valter Malosti

Una produzione TPE – Teatro Piemonte Europa, Festival delle Colline Torinesi
Lo spettacolo è inserito nel programma del 25° Festival delle Colline Torinesi – Torino Creazione Contemporanea

«E come i gru van cantando lor lai,
faccendo in aere di sé lunga riga,
così vid’ io venir, traendo guai,
ombre portate da la detta briga;»

Dante, Inferno, Canto V, vv. 46/49

 

Tre Lai (CleopatràsErodiàsMater Strangosciàs) sono il testamento ultimo di Giovanni Testori (1923-1993) e il vertice della straordinaria stagione creativa dello scrittore. Queste eroine a cavallo di un trapasso epocale, tra loro contemporanee e lontanissime, dalla morte riemergono per raccontarsi e piangere sul corpo dell’amato e raccontare a noi tutti il mistero per eccellenza, quello dell’Amore.

Per Cleopatràs che piange il suo Antonio, il suo Tugnàs, Testori reinventa l’Egitto romano di Shakespeare inserendolo nella topografia della sua amata Valassina (nel Triangolo Lariano), in un fuoco di fila di invenzioni di lingua, sorvegliate da una grande poesia memore della Commedia di Dante e della sua «Cleopatràs lussurïosa», consegnandoci una figura che acquista una dimensione terrena e sensuale, sempre sull’orlo di una straziante e perturbante ironia.

Assistiamo all’ultima ora di vita di una grande regina, gran signora, menagèr, star, soubrette al tramonto di una vita grandiosa, a cui sfilano davanti agli occhi le immagini e i suoni salienti della sua vita piena di eros, di amore, di soldi, di passione e anche di tenerezza.

Dopo aver sfondato i limiti della vita con il suo amatissimo Antonio, Cleopatràs varca il limite ultimo della vita e raggiunge il suo amore nell’aldilà, sperando che ci sia un aldilà e che non finisca tutto in «merdità».

C’è un prezioso documento che Piero Nuti ha custodito gelosamente nell’archivio suo e di Adriana Innocenti: una emozionante lettura fatta in ospedale al San Raffaele da Giovanni Testori dei suoi Tre Lai. In quella registrazione non si riascolta solo la voce di Testori ma qualcosa in più, qualcosa di più intimo: uno spiraglio della sua grande anima. Traspare anche la cura estrema nel far sentire il ritmo del verso, gli a capo, la concretezza. Come nei versi di Shakespeare infatti non c’è nulla di astratto. Tutto passa attraverso il corpo, tutto è concreto, e soprattutto il senso e i significati passano non solo dalla comprensione, ardua a volte, ma dalla musica delle parole e dal ritmo che le sospinge, ed è come se il fiato stesso di Testori le sospingesse a farsi corpo dalla parola scritta.

Del testo esistono vari manoscritti e ad alcuni dattiloscritti con correzioni d’autore. È stato di grande ispirazione vedere tutte le variazioni contenute in una serie di versi, specie quelli più tormentati: una sorta di testo parallelo sotterraneo e ricchissimo, un fiume che scorre sotto terra e che ogni tanto si affaccia in superficie.

Il ragazzino che porta il «fatal cestino» non è una sagoma di lamiera «culurada» come sta scritto nel testo originale, ma nel nostro spettacolo è un ragazzo in carne ed ossa. Ricordiamo di passata che in Antonio e Cleopatra di Shakespeare il personaggio che portava il cestino con l’aspide era «un clown» sboccato e infernale, chissà, forse un’immagine del diavolo, un essere che accompagna alla morte.

La scena è insieme astratta e concretissima. Studio televisivo, tomba e stanza d’albergo. Nero e oro a dominar su tutto. Una installazione visiva e sonora che parte dalla musica di Puccini, attraversa la scena musicale egiziana contemporanea e viene sommersa da una violenta e inesorabile onda elettronica.        (V.M.)

Lo spettacolo è inserito nel Progetto Testori, ideato e diretto da Valter Malosti e prodotto da TPE – Teatro Piemonte Europa in collaborazione con l’Associazione Giovanni Testori. Il Progetto Testori conclude la rassegna Summer Plays. Sere d’estate al Teatro Carignano, organizzata dal Teatro Stabile di Torino e da TPE – Teatro Piemonte Europa.

 

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Cleopatras-Valter Malosti-Anna Della Rosa © Laila Pozzo-4

Valter Malosti

Regista, attore e artista visivo, Malosti conduce un lavoro che guarda alla trasversalità delle arti; sospeso tra tradizione e ricerca. I suoi spettacoli hanno ottenuto numerosi premi dalla critica italiana e straniera. Ricordiamo, tra gli altri, il recente premio internazionale Flaiano (2017) per la regia di Venere in pelliccia di David Ives, il premio Ubu per la regia di Quattro Atti Profani di Antonio Tarantino, il premio dell’Associazione Nazionale Critici di Teatro per Shakespeare/Venere e Adone, il premio Hystrio per la regia di Giulietta di Fellini. Inverno di Jon Fosse ha vinto il premio Ubu come miglior testo straniero messo in scena in Italia. Malosti ha diretto opere di Nyman, Tutino, Glass, Corghi e Cage, spesso in prima esecuzione, e per il Teatro Regio di Torino Le nozze di Figaro di Mozart. Come attore Malosti ha lavorato per quasi un decennio con Luca Ronconi, e al cinema con Mimmo Calopresti, Franco Battiato e Mario Martone. È stato Manfred (Schumann/Byron), per la direzione d’orchestra di Gianandrea Noseda, prodotto in collaborazione tra Teatro Regio di Torino e il Teatro Stabile di Torino / Teatro Nazionale. L’ultimo progetto ideato da Malosti è stato «Me, mi conoscete». Primo Levi a teatro, che includeva la creazione di Se questo è un uomo (nomination ai Premi Ubu 2019 per la regia e il progetto sonoro). Dal 2010 al 2017 ha diretto la Scuola per attori del Teatro Stabile di Torino. È stato anima e direttore artistico della compagnia Teatro di Dioniso per quasi trent’anni. Dal 2018 dirige la Fondazione Teatro Piemonte Europa di Torino.

Anna Della Rosa

Diplomata alla Scuola d’Arte Drammatica Paolo Grassi, si specializza con Luca Ronconi e Massimo Castri. Debutta con Peter Stein in Pentesilea e Medea al Teatro Greco di Siracusa. È Giacinta nella Trilogia della villeggiatura di Carlo Goldoni diretta da Toni Servillo, spettacolo prodotto dal Piccolo Teatro di Milano e Teatri Uniti. Per questa interpretazione vince il Premio ETI Gli Olimpici del Teatro come migliore attrice emergente e il Premio Virginia Reiter 2009. È protagonista diretta da Lluís Pasqual in Blackbird di David Harrower prodotto dal Piccolo Teatro di Milano. Per questa interpretazione vince il Premio Marisa Bellisario e il Premio Duse come migliore giovane attrice di teatro. È protagonista diretta da Pascal Rambert, pluripremiato autore e regista francese, in Cloture de l’amour e Prova. Interpreta Sonja in Zio Vanja diretta da Marco Bellocchio. È Toinette ne Il malato immaginario diretta da Andrée Ruth Shammah, è protagonista in Peperoni difficili e Bad and Breakfast, scritti e diretti da Rosario Lisma, spettacoli coprodotti dal Teatro Franco Parenti di Milano e dalla Compagnia Jacovacci e Busacca, di cui è cofondatrice. È Antigone ne I sette contro Tebe, diretta da Marco Baliani, in scena nel 2017 al Teatro Greco di Siracusa, produzione Inda. Interpreta Celimène in Molière / Il Misantropo per la regia di Valter Malosti prodotto da TPE – Teatro Piemonte Europa. Nella stagione 2018-2019 è interprete di Accabadora dal romanzo di Michela Murgia, regia Veronica Cruciani, coproduzione TPE – Teatro Piemonte Europa, e di un altro monologo: L’Angelo di Kobane, di Henry Naylor, produzione Teatro Nazionale di Genova, regia di Simone Toni. È protagonista diretta da Martin Kusej in Disgraced di Ayad Akhtar, prodotto dal Teatro Stabile di Torino. È la Ragazza Esangue nel film premio Oscar La grande bellezza di Paolo Sorrentino.

Cleopatras-Valter Malosti-Anna Della Rosa © Laila Pozzo-2