Tiresia e altri prodigi / Le lacrime di Mirra

due spettacoli ispirati a "Le Metamorfosi" di Ovidio

Produzione TPE

1 – 6 febbraio 2022 TEATRO ASTRA, Torino  h 21, mer h 19.30, dom h 17

«Perché in ogni metamorfosi è sempre il desiderio che si esprime, è l’unione amorosa che si manifesta, la stessa che tiene insieme l’anima del mondo. Perché alberi, umani, fiere, uccelli nascono dal dissidio dell’odio e dell’amore. Nell’uno tutto è difforme, nell’altro tutto si riunisce», scrive Filelfo ne L’Assemblea degli Animali. Dopo avere debuttato a luglio 2021 nella versione site specific per il Tempio di Diana alla Reggia di Venaria, arrivano sul palco del Teatro Astra, presentati in un’unica serata,  Tiresia e altri prodigi e Le lacrime di Mirra: i due lavori originali creati e prodotti da TPE in collaborazione con Piemonte dal Vivo per il ciclo Metamorfosi. Ovidio e altre storie.

TIRESIA E ALTRI PRODIGI

EVA ROBIN’S / CLAUDIO DEL TORO / ELENA SERRA

Niente nella natura è immobile. Tiresia lo sa bene da quella volta che guardò due serpenti accoppiarsi e, infastidito, ne uccise uno. Il dio, per punirlo, lo cambiò di sesso e lo tramutò in donna. Ma non fu una maledizione. Fu un dono. Da allora Tiresia è l’uomo più saggio del suo tempo. Interpellato da Zeus e la moglie Era (la Giunone dei Romani) su chi fra donna e uomo provi il piacere più grande, Tiresia – l’unico ad averli provati entrambi – risponde che il piacere della donna è nove volte più intenso. Era, indispettita dallo svelamento del segreto, rende Tiresia cieco. Zeus, per compensare, gli concede il dono della profezia. Da allora Tiresia, essere semidivino al di là dei sessi, attraversa il tempo in ogni parte, e racconta storie. Il suo tema è uno solo: l’enigma del desiderio, la smania divina dell’amore.

Fabrizio Sinisi (Premio Giovanni Testori 2018 sezione Letteratura) per TPE ha riscritto assieme a Valter Malosti la drammaturgia di Molière / Il Misantropo (2018) e di Shakespeare / Sonetti (2018). Nella partitura drammaturgica da lui composta per Metamorfosi. Ovidio e altre storie, Elena Serra chiama in scena Eva Robin’s in un attraversamento delle Metamorfosi di Ovidio come un saggio sul desiderio e sul piacere.

elaborazione drammaturgica di Fabrizio Sinisi / regia Elena Serra / con Eva Robin’s, Elena Serra e Claudio Del Toro / luci Mauro Panizza / produzione TPE – Teatro Piemonte Europa / in collaborazione con Piemonte dal Vivo

LE LACRIME DI MIRRA

MARCO LORENZI / ANIMALIGUIDA / GAIA GINEVRA GIORGI

Il mito di Mirra affronta un tabù ancestrale della civiltà occidentale: l’incesto. Un tabù talmente disturbante che lo stesso Ovidio chiede scusa al lettore quando si accinge a narrarlo. Anche la tragedia che Vittorio Alfieri le dedicherà nel 1784-86 sarà una delle sue più forti e anomale. La principessa Mirra è soggiogata da un’attrazione sessuale oscura e indomabile per il padre Cinira. Con l’inganno arriva a giacere con lui e ne rimane gravida. Fugge. Prossima al parto, confessa agli dei la propria colpa e chiede di essere bandita sia dal mondo dei vivi che da quello dei morti. Gli dei ascoltano la sua preghiera. Mirra, piangente, viene trasformata in un albero che stilla gocce profumate. La corteccia si squarcia. Ne esce un neonato bellissimo. Giunone Lucina lo affida alle Naiadi che lo ungono con le lacrime della madre-albero. Si chiamerà Adone, e anche per lui la vita non sarà facile.

Attore e regista, Marco Lorenzi si è formato alla scuola del Teatro Stabile di Torino e ha fondato la compagnia Il Mulino di Amleto. TPE ha prodotto e sostenuto numerose sue creazioni, fra cui Ruy Blas, Platonov, Kollaps / Collasso e Festen che ha debuttato al Teatro Astra dopo la riapertura in primavera. Così racconta la sua Mirra: «Mirra è un mito che “eccede”. Eccede tutto. Eccede la norma, non conosce limiti, rompe l’armonia delle cose, toglie il senso alle parole, la natura sembra voler scappare dalla visione. L’uomo è eccezionale tra gli animali perché è attraversato da questo “eccesso”, da questo bisogno di trascendere, di andare oltre il limite, oltre la normatività per rinnovare il senso della vita e sfuggire alla consapevolezza della morte. Il Mito, invece, ci ricorda che questo desiderio cela un immenso pericolo, ovvero il furor: l’eccesso da ciò che è consentito, da ciò che è umano. E ci condanna a punizioni celesti e alle conseguenze del nostro scelus. Mirra va contro la natura ma la sua metamorfosi in albero l’ha ricondotta alla fusione e all’armonia con la natura, a ciò che è “naturale”. Se prima i nostri occhi non potevano guardare il suo “eccedere” verso l’orrore, ora, la nostra pietas si riconcilia con lei, con le sue lacrime di resina, con il frutto del suo amore, con l’albero della mirra (o di Mirra). Ma, soprattutto, questa Mirra sarà un concerto. Sarà un rito dionisiaco di musica dal vivo, versi poetici, donne e uomini vivi, spiriti dei trapassati, desiderio ed eros. Sarà un modo di incontrarci di nuovo dopo tanto tempo…».

CONCERTO / SPETTACOLO ispirato alle Metamorfosi di Ovidio / a cura di Marco Lorenzi / elaborazione drammaturgica Gaia Ginevra Giorgi e Animaliguida / musiche originali scritte e interpretate da Animaliguida / con Manfredi Crocivera, Elio D’Alessandro, Gianmaria Ferrario, Roberta Lanave, Marco Lorenzi, Gaia Ginevra Giorgi e la partecipazione di Fulvia Davì / luci Mauro Panizza / produzione TPE – Teatro Piemonte Europa / in collaborazione con Piemonte dal Vivo