Nella solitudine dei campi di cotone

Bernard-Marie Koltès / Federica Rosellini / Lino Musella / Andrea De Rosa

6 – 8 maggio 2022
TEATRO ASTRA, Torino

h 21, dom h 17

Scritto nel 1986, rappresentato in prima italiana nel marzo del 1992, Nella solitudine dei campi di cotone (Dans la solitude des champs de coton) è il testo più famoso di Bernard-Marie Koltès.

Notte. Due uomini, usciti di casa non casualmente, si incontrano. Uno, il Dealer (il Venditore), ha qualcosa da vendere. L’altro, il Cliente, sembra interessato all’affare e dice che forse comprerà. Non viene rivelato l’oggetto né la ragione della transazione. È un mercato misterioso, condotto alla fredda luce artificiale, fatto di ellissi e allusioni.

Lo spettacolo, diretto da Andrea De Rosa, Premio Hystrio 2021 per la regia, ha debuttato al Napoli Teatro Festival Italia il 6 luglio 2020, in scena i pluripremiati nella loro carriera: Federica Rosellini come Dealer e Lino Musella nella parte del Cliente.

Spiega De Rosa: «Durante la quarantena ho pensato spesso ai teatri vuoti. Bui, freddi, silenziosi. Era un’immagine che allo stesso tempo mi attraeva e mi spaventava, come quando ero bambino e non riuscivo a farmi capace che la mia casa continuasse a esistere anche quando non c’era più nessuno. Che cos’è una casa quando non c’è più nessuno che la abita? Che cos’è un teatro vuoto? Continua a esistere per chi? Ho immaginato il luogo dove si svolge Nella solitudine dei campi di cotone come un teatro vuoto. Ho immaginato il personaggio del venditore come un’attrice dimenticata su un palcoscenico e il cliente come un uomo che viene da fuori. Ho immaginato che la merce intorno alla quale si conduce la misteriosa trattativa tra i due personaggi riguardasse il teatro stesso. Se è vero, infatti, che possiamo vedere davvero uno spazio solo nel momento in cui si svuota, allora questo è un momento privilegiato per chiederci il teatro cos’è. Il testo di Koltès somiglia a un dialogo filosofico intorno ai pericolosi doni che Dioniso regala agli uomini: la droga, l’alcool, il sesso, la rinuncia alle proprie certezze, la perdita di sé. Ma se c’è di mezzo Dioniso, non si sta forse parlando anche del teatro?».

Di Bernard-Marie Koltès / traduzione di Anna Barbera / il dealer Federica Rosellini / il cliente Lino Musella / regia Andrea De Rosa / progetto sonoro G.U.P. Alcaro / disegno luci Pasquale Mari / assistente alle luci Andrea Tocchio / assistente alla regia Thea Dellavalle / assistenza ai costumi Bàste / organizzazione Paolo Broglio Montani / il costume di Federica Rosellini è di Tirelli Costumi SpA / produzione Compagnia Umberto Orsini