IL MURO TRASPARENTE

Diario di un tennista sentimentale

muro trasparente

SPETTACOLO ANNULLATO

Si informa che per problemi tecnici lo spettacolo “IL MURO TRASPARENTE Diario di un tennista sentimentale”, previsto mercoledì 17 novembre 2021 al Teatro Astra di Torino, è ANNULLATO.

Il muro trasparente. Delirio di un tennista sentimentale è il tributo di TPE alle Nitto ATP Finals Torino 2021: uno spettacolo dedicato al tennis e al suo mondo. Tennis e teatro hanno molto in comune. Lo spazio scenico del palco-campo su cui converge l’attenzione magnetica del pubblico. La dialettica serrata fra i contendenti. La spettacolarità parlante dei gesti e delle azioni. La performance, fisica ed emotiva al tempo stesso, che impegna l’attore-giocatore. Due ruoli che non a caso in inglese si dicono allo stesso modo: player.

Il muro trasparente parla di tennis, ma sotto questo aspetto è uno spettacolo molto particolare. Sul palcoscenico c’è solo Max, il protagonista, interpretato da Paolo Valerio. Max affronta la crisi della sua vita come ha sempre fatto: giocando a tennis. Si misura con la passione del tennis e la passione amorosa. Gioca, pensa, racconta, si dibatte. Emergono emozioni ed ossessioni. Momenti di silenzio si alternano a urli di sfida, quasi disperati, di un uomo alle prese con gerarchie di sentimenti che si travasano l’uno nell’altro. Le soluzioni si fanno problemi, l’agonismo dell’innamoramento trascolora nella rivalità tra solitudine e vita. Avrà il fiato necessario per portare a termine la partita? Max scandisce il suo sfogo palleggiando quasi mille volte… contro il pubblico. Che però osserva protetto da un muro trasparente, un muro di plexiglas.

Ecco l’altro elemento curioso. Se il dibattito sulla «quarta parete» ha animato una parte importante della storia del teatro, qui la quarta parete è tangibile. E, in tempi di pandemia, si ammanta di ulteriori significati. Divide e protegge, inquieta e rassicura, stupisce pur essendo stato il «muro» con cui più spesso ci siamo rapportati negli ultimi mesi… Un muro trasparente campeggia sul boccascena del teatro: difende dai potenti servizi di Max, ma non dalla corrente di emozioni che finalmente tornano a scorrere fra l’attore e la platea.

Con Paolo Valerio
A cura di Monica Codena, Marco Ongaro e Paolo Valerio
Scena di Antonio Panzuto / Disegno luci Marco Spagnolli / Progetto fonico Nicola Fasoli

Produzione Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, Teatro Stabile di Verona
Presentato in collaborazione con TPE – Teatro Piemonte Europa

Rassegna stampa

«In scena questo monologo viene recitato da Paolo Valerio, campione di tennis come il personaggio che interpreta: con grande bravura e controllata energia riesce a entrare in perfetta sintonia recitativa con quegli 897 pallegi che fanno da commento, cornice sonora, corrispondenza emotiva al procedere della vicenda, dando ai due linguaggi, quello teatrale e quello sportivo, una verità scenicamente inscindibile. (…) si riescono a cogliere le parole, i respiri, la rabbia, la fredda disperazione di un uomo giunto al termine della sua partita con la vota, resa dal regista-protagonista con malinconico distacco, con consapevole, bene amministrata lucidità emotiva, senza il minimo affanno”» Hystrio

«Un’ora di spettacolo dal ritmo sempre teso (…) Lo spettatore ascolta in cuffia questo crescendo di rabbia, la potenza dei colpi che rintronano in platea, fino a un metafisico coupe de théâtre che più che mai eleva il tennis a metafora della vita». L’Arena

«Assolutamente rimarchevole la recitazione di Paolo Valerio che, nonostante la fatica fisica, non perde mai in intensità, giocando su un ampio ventaglio di sfumature: dalla rabbia, alla malinconia, all’euforia alla rassegnazione. Tutto si risolve nel catartico finale, in cui anche il pubblico è invitato a salire sul palcoscenico a palleggiare contro il muro, metafora dei fantasmi e delle angosce da scacciare (e nulla può essere più liberatorio in questo momento dell’accanirsi contro una parete di plexiglas). Uno spettacolo nuovo, vitale, a conferma che il teatro in tempo di Covid può essere ancora un teatro fisico, e non solo di parola». Teatro.it

«Il tennis come parabola della quotidianità, occasione per una profonda riflessione sulla propria esistenza. È il filo conduttore
di “Delirio di un tennista sentimentale”» La Gazzetta dello Sport