MADRE

MICHELA LUCENTI

venerdì 6 > domenica 8 marzo
TEATRO ASTRA, Torino

h 21 – dom h 17

A seguito di quanto stabilito dal Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 4 marzo 2020, concernente Misure per il contrasto e il contenimento sull’intero territorio nazionale del diffondersi del virus COVID-19, la Fondazione TPE – Teatro Piemonte Europa comunica che, nel rispetto della salute del pubblico, tutti gli spettacoli da essa organizzati e programmati presso il Teatro Astra di Torino sono sospesi fino a venerdì 3 aprile 2020 compreso.

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«L’essere umano, a differenza degli animali non ha istinti, neanche quello materno, ma è frutto di produzioni culturali che, in ogni momento storico, trasformano concetti, credenze, forme e modalità di vita». Michela Lucenti racconta così l’assunto da cui muove Madre, la nuova creazione da lei firmata con il suo Balletto Civile che unisce parola, danza e musica in uno spettacolo di teatro totale. Dopo il sulfureo e acclamato Maestro e Margherita della scorsa stagione, Michela Lucenti e Balletto Civile tornano al Teatro Astra per la Stagione TPE 19.20 e il cartellone di Palcoscenico Danza da venerdì 6 a domenica 8 marzo 2020.

Madre parte dal concetto controverso di rivoluzione per arrivare a una produzione che abbraccia diversi linguaggi del contemporaneo. L’uomo sente periodicamente il bisogno di capovolgimenti impetuosi e brutali. Le rivoluzioni hanno cambiato la storia del mondo, anche quando hanno fallito negli obiettivi iniziali. Siamo figli di questo secolo di rivolte e di diritti conquistati, sappiamo tagliare il cordone ombelicale con la nostra nascita? Cambiare il mondo significa innanzitutto sconvolgere il sistema che ci ha generato. Una scelta di rottura, quasi sempre sferzante, che si oppone a quella di progresso flessibile e naturale. Uno sradicamento. Una sorta di incipit che dà l’equazione del rapporto di ciascuno con il concetto di rivoluzione. Il rapporto con la madre.  Cambiare il mondo significa innanzitutto sconvolgere il sistema che ci ha generato. Ogni rivolta, ogni lotta peri diritti, personali e di tutti, è sempre una scelta di rottura, uno sradicamento. Madre ci connette con la nostra origine e il suo superamento.

Su questo magma incandescente, dieci danzatori generano un teatro totale dove la ricerca fisica confluisce in una drammaturgia che sa di cinema. Il rapporto con la madre è il punto da cui partire per riflettere sulla forza dei legami ancestrali e sulla capacità di districarsi nel rapporto magmatico con la propria origine. Balletto Civile propone una sineddoche su questo tema così sfaccettato e articolato, e per affrontarlo intraprende un confronto, un corpo a corpo con il drammaturgo e poeta tedesco Heiner Müller che spacca il testo e lavora sull’inconscio, partendo in particolare dall’incontro con due dei suoi drammi: Medea e Descrizione di un quadro. Un percorso che si muove tra parole e movimento per un teatro totale in una babele di immaginari evocati da una colonna sonora cinematografica e da movimenti filmici come zoomate e campi lunghi, dove il suono diventa immagine, e dove l’immagine e il movimento danno origine ai suoni. Una ricerca fisica per una drammaturgia che si destreggia continuamente tra discorso danzato e parlato, cercando una terza via: la visione, esperienza quasi sinestetica che unifica i differenti linguaggi.

Michela Lucenti Incontra il lavoro della compagnia di Pina Bausch attraverso i suoi danzatori Beatrice Libonati e Jan Minarik, conoscenza importante che segnerà profondamente le sue scelte. Frequenta la Scuola Biennale del Teatro Stabile di Genova. Contemporaneamente incontra l’ultima fase del lavoro di ricerca di Jerzy Grotowski, attraverso gli insegnamenti di Thomas Richards. Come naturale prosecuzione dell’esperienza de L’Impasto Comunità Teatrale Nomade, frutto della lunga collaborazione artistica con Alessandro Berti, nel 2003 fonda il progetto Balletto Civile. Nasce così un’équipe di lavoro per la produzione e la formazione, per approfondire l’idea di un proprio teatro totale privilegiando il canto dal vivo originale e il movimento fondato sulla relazione profonda tra gli interpreti. In ormai quasi due decenni Balletto Civile porta i suoi spettacoli in giro per tutta Europa, prima in residenza al CSS di Udine e successivamente al Teatro Due di Parma. Dal 2015 cura la direzione artistica della rassegna internazionale di danza Resistere e creare presso il Teatro della Tosse di Genova. Nel gennaio 2005 al Teatro Piccolo Regio di Torino è interprete e coreografa nello spettacolo The Sound of Voice scritto da Philip Glass (prima europea) con la regia di Valter Malosti e con l’ensemble Sentieri Selvaggi. Con Malosti ha lavorato come interprete e coreografa di numerosi altri spettacoli, fra cui Disco Pigs di Enda Walsh e Shakespeare / Sonetti. Tra le sue creazioni più recenti Killing DesdemonaIl Maestro e MargheritaAxto e Pezzo Orbitale (2018), Concerto Fisico e Madre, tutti del 2019. Nel 2020 debutterà con Versus.

Balletto Civile, fondato da Michela Lucenti a Udine nel 2003, è un progetto artistico nomade animato da una forte tensione etica che si caratterizza per la ricerca di un linguaggio scenico totale. Il Css Teatro Stabile d’Innovazione del Friuli – Venezia Giulia sostiene e produce da subito i primi spettacoli. Dal 2009 al 2014 è in residenza presso la Fondazione Teatro Due di Parma. Dal 2013 la Neukoellner Oper di Berlino produce e ospita nella capitale tedesca i suoi spettacoli. Dal 2015 è in residenza artistica presso la Fondazione Luzzati / Teatro della Tosse, a Genova. In questi anni ha ricevuto il Premio Anct nel 2010 e nel 2012, il Premio Internazionale Roma Danza 2011, nel 2016 il Premio Hystrio Corpo a Corpo. Nel 2017 con lo spettacolo Bad Lambs vince il Premio Danza&Danza come Miglior Produzione dell’anno.

IDEAZIONE E COREOGRAFIA: MICHELA LUCENTI-BALLETTO CIVILE / ASSISTENTE ALL’IDEAZIONE: MAURIZIO CAMILLI / ASSISTENTE ALLA REGIA: ENRICO CASALE / DISEGNO SONORO: TIZIANO SCALI / INSTALLAZIONE IDROFONICA: GUIDO AFFINI / DISEGNO LUCI: STEFANO MAZZANTI / FONDALE DIPINTO: KEIKO SHIRAISHI / COSTUMI: CHIARA DEFANT / CONSULENZA DRAMMATURGICA: EMANUELE SERRA, ATTILIO CAFFARENA, CARLO GALLIERO / FOTOGRAFIE DI SCENA: DONATO ACQUARO / DANZATO E CREATO CON: ALESSANDRO PALLECCHI ARENA, MONICA BIANCHI, FAUSTINO BLANCHUT, MAURIZIO CAMILLI, AMBRA CHIARELLO, DEMIAN TROIANO HACKMAN, MICHELA LUCENTI, FILIPPO PORRO, EMANUELA SERRA, GIULIA SPATTINI / PRODUZIONE: BALLETTO CIVILE, TPE – TEATRO PIEMONTE EUROPA / IN COLLABORAZIONE CON: FESTIVAL RESISTERE E CREARE – FONDAZIONE LUZZATI TEATRO DELLA TOSSE / E CON: DIALOGHI-RESIDENZE DELLE ARTI PERFORMATIVE A VILLA MANIN, TEATRO LACUCINA-OLINDA ONLUS, FESTIVAL ORIENTE-OCCIDENTE ROVERETO