INSTRUMENT JAM

ZAPPALA' DANZA

SPETTACOLO ANNULLATO

A seguito di quanto stabilito dal Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 4 marzo 2020, concernente Misure per il contrasto e il contenimento sull’intero territorio nazionale del diffondersi del virus COVID-19, la Fondazione TPE – Teatro Piemonte Europa comunica che, nel rispetto della salute del pubblico, tutti gli spettacoli da essa organizzati e programmati presso il Teatro Astra di Torino sono sospesi fino a venerdì 3 aprile 2020 compreso.

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Marranzani, tamburi e hang suonati dal vivo sul palco. Percussioni che estraggono dall’anima più profonda e arcaica della Sicilia suoni e ritmi che il gruppo di Roberto Zappalà trasforma nei movimenti di corpi e in coreografie energiche, solari, dirompenti. È Instrument Jam, lo spettacolo di Zappalà Danza che arriva al Teatro Astra martedì 10 marzo 2020 alle 21 per la Stagione TPE e il cartellone di Palcoscenico Danza.

Instrument Jam è stato presentato in prima assoluta il 1 marzo 2018 al Théatre National Tunisien di Tunisi, per Italia, Culture, Mediterraneo, la rassegna di eventi del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale sostenuta dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo. In Instrument Jam Roberto Zappalà aggrega tutti gli strumenti da lui esplorati nel progetto Instruments, sviluppato nell’arco di più anni in tre tappe consecutive dedicate a tre diversi strumenti: il marranzano o scacciapensieri in Instrument 1 – Scoprire l’invisibile, l’hang (il tamburo metallico intonato di forma lenticolare) in Instrument 2 – La sofferenza del corpo, i tamburi in Instrument 3 – Cage sculpture. Un desiderio che Zappalà aveva espresso sin dall’inizio del progetto e che si concretizza ora, superate le 100 rappresentazioni di Instrument 1, lo spettacolo della compagnia che ha maggiormente circuitato nel mondo e che compie dieci anni dalla creazione.

Ed è proprio sull’impianto coreografico di Instrument 1 che si sviluppa Instrument Jam. In questo caso il virtuoso di marranzani Puccio Castrogiovanni viene affiancato da altri due straordinari musicisti, Arnaldo Vacca ai tamburi e Salvo Farruggio all’hang. La partitura di Instrument 1 viene così articolata su più voci per la scoperta di ritmi e sonorità innovativi e di grande impatto. Amplificare e arricchire la strumentazione della partitura musicale della creazione non può che influire sulla partitura coreografica, che pur non discostandosi sostanzialmente da quella originale si arricchisce e si «amplifica» a sua volta. Gli echi musicali dei nuovi strumenti si riverberano sulla danza creando nuove suggestioni e risonanze; echi che sviluppano e producono altri echi.

In scena insieme ai musicisti i sette danzatori della Compagnia Zappalà Danza, tutti uomini, che interpretano con vigore e arroganza una Sicilia senza confini, dove la tradizione e il moderno si incontrano, si incrociano, si fondono.

Con Instrument I Roberto Zappalà ha anche avviato Re-mapping Sicily, un percorso intrapreso dal coreografo al fine di rileggere la Sicilia attraverso il suo linguaggio scenico. Ogni viaggio degno di questo nome è legato ad una mappa. Che si segua prima della partenza o che si disegni al ritorno, la mappa è sempre un viaggio. Si può viaggiare anche attraverso i concetti, i luoghi comuni, gli stereotipi, le credenze, le abitudini di un luogo le cui mappe sono logorate per il troppo uso ed è urgente approntarne di nuove.

Borges insegna che la mappa non è il territorio, a maggior ragione se il territorio in questione è la Sicilia. Perché, Gesualdo Bufalino docet«la Sicilia non esiste»: ci sono cento Sicilie e ognuna avrebbe bisogno di altrettante interpretazioni. Per interpretare servono gli strumenti e lo spettacolo si fa carico, nel senso letterale e metaforico, di tre di questi, due tipici della tradizione siciliana, il marranzano e il tamburo a cornice, e un terzo esterno a questa tradizione e anche moderno essendo stato inventato nel 2000, l’hang, per farne appunto strumenti d’interpretazione, per aprire strade e percorsi che la danza ci propone in maniera dolce e oscura.

Ogni strumento è anche una protesi, e le protesi marranzano, tamburo, hang, servono a pescare nel «mare» Sicilia e a trovare interpretazioni, narrazioni, pensieri. Un altro nome popolare di uno di questi strumenti, il marranzano, è scacciapensieri: contrariamente alla danza dello spettacolo che ha l’ambizione alta, com’è giusto che sia, non di scacciarli, ma di farli venire.

Zappalà Danza Compagnia di punta del panorama italiano, da quasi trent’anni portatrice del pensiero artistico di Roberto Zappalà si distingue per la disponibilità di un repertorio ampio e articolato, frutto del lavoro sinergico del coreografo, del suo drammaturgo di riferimento Nello Calabrò e dei danzatori che negli anni hanno permesso la realizzazione di oltre 60 produzioni, ospitate in tutto il mondo da teatri e festival di rilievo internazionale. Tra I premi ricevuti, il Premio Danza&Danza e il Premio dell’Associazione Nazionale Critici di Teatro a Roberto Zappalà. Dal 2002 la Compagnia Zappalà Danza è residente a Catania presso Scenario Pubblico, una struttura che ha consentito alla stessa e al coreografo di approfondire il lavoro di ricerca e di radicarsi sul territorio. Nel 2015 il riconoscimento ottenuto dal Mibact quale Centro Nazionale di Produzione della Danza, insieme ad altre tre strutture Italiane. La compagnia è associata al festival MilanOltre per il triennio 2018-20.

COREOGRAFIE E REGIA ROBERTO ZAPPALÀ / MUSICA ORIGINALE (LIVE) PUCCIO CASTROGIOVANNI / DANZATORI ADRIANO COLETTA, ALAIN EL SAKHAWI, GAETANO MONTECASINO, ROBERTO PROVENZANO, ANTOINE ROUX-BRIFFAUD, FERNANDO ROLDAN FERRER, SALVATORE ROMANIA / AI MARRANZANI (SCACCIAPENSIERI) PUCCIO CASTROGIOVANNI / TAMBURI ARNALDO VACCA / HANG SALVO FARRUGGIO / TESTI DI NELLO CALABRÒ / LUCI, SCENE E COSTUMI ROBERTO ZAPPALÀ / UNA PRODUZIONE SCENARIO PUBBLICO / COMPAGNIA ZAPPALÀ DANZA – CENTRO DI PRODUZIONE NAZIONALE DELLA DANZA / LA COMPAGNIA ZAPPALÀ DANZA È SOSTENUTA DA MIBACT E REGIONE SICILIANA ASS.TO DEL TURISMO, SPORT E SPETTACOL