ANELANTE

REZZAMASTRELLA - produzione TPE

martedì 11 > mercoledì 12 febbraio
TEATRO COLOSSEO, Torino

h 21 / durata 100 min

Il ritorno sulle scene torinesi di RezzaMastrella.
Anelante ha debuttato nel 2015 ed è il terzo titolo del duo Flavia Mastrella – Antonio Rezza prodotto da TPE – Teatro Piemonte Europa dopo 7-14-21-28 e Fratto_X. Lo spettacolo va in scena, in una versione completamente rinnovata e con contenuti del tutto nuovi, martedì 11 e mercoledì 12 febbraio 2020 alle 21 al Teatro Colosseo (via Madama Cristina 71, Torino) e rientra sia nella Stagione TPE sia nel cartellone del Teatro Colosseo.

Con il ritorno di Anelante, TPE inizia la collaborazione con una prestigiosa sala teatrale di Torino: il Teatro Colosseo. Una scelta che fa incontrare due realtà fortemente impegnate nell’incontro fra i pubblici e i diversi linguaggi espressivi, e che prosegue nella politica di TPE di aprirsi alle sinergie con le principali realtà dello spettacolo dal vivo attive sul territorio.

Per il loro combinato artistico inimitabile nel panorama teatrale contemporaneo Flavia Mastrella e Antonio Rezza, ovvero RezzaMastrella, hanno vinto il Leone d’oro alla carriera per il Teatro alla Biennale di Venezia 2018. La motivazione del premio fotografa il loro lavoro: «Calcano le scene dall’87 Antonio Rezza e Flavia Mastrella, l’uno performer-autore e l’altra artista-autrice, sempre firmando a quattro mani l’ideazione e il progetto artistico degli spettacoli, che hanno raggiunto un pubblico di fan ampio e soprattutto trasversale. Antonio Rezza è l’artista che fonde totalmente, in un solo corpo, le due distinzioni di attore e performer, distinzioni che grazie a lui perdono ogni barriera, creando una modalità dello stare in scena unica, per estro e a tratti per pura, folle e lucida genialità. Flavia Mastrella è l’artista che crea habitat e spazi scenici che sono forme d’arte che a sua volta Rezza abita e devasta con la sua strepitosa adesione; spazi che abita e al tempo stesso scardina, spazi che diventano oggetti che ispirano vicende e prendono vita grazia alla forza performativa del corpo e della voce di Rezza. Da questo connubio sono nati spettacoli assolutamente innovativi dal punto di vista del linguaggio teatrale».

«In uno spazio privo di volume – raccontano RezzaMastrella – il muro piatto chiude alla vista la carne rituale che esplode e si ribella. Non c’è dialogo per chi si parla sotto. Un matematico scrive a voce alta, un lettore parla mentre legge e non capisce ciò che legge ma solo ciò che dice. Con la saggezza senile l’adolescente, completamente in contrasto col buon senso, sguazza nel recinto circondato dalle cospirazioni. Spia, senza essere visto, personaggi che in piena vita si lasciano trasportare dagli eventi, perdizione e delirio lungo il muro. Il silenzio della morte contro l’oratoria patologica, un contrasto tra rumori, graffi e parole risonanti. Il suono stravolge il rimasuglio di un concetto e lo depaupera. Spazio alla logorrea, dissenteria della bocca in avaria, scarico intestinale dalla parte meno congeniale. Ci si piega troppo spesso con l’assurdo dietro, e si fanno i conti dei traumi passati. Così l’essere inferiore cerca conforto nell’impegno civile. E con la morte altrui ritorna l’amor proprio».

 

Ci si piega troppo spesso con l’assurdo dietro, e si fanno i conti dei traumi passati. Così l’essere inferiore cerca conforto nell’impegno civile. E con la morte altrui ritorna l’amor proprio. Tra balli, feste orientali, lutti premeditati ci si libera della solidarietà, pratica aziendale che genera profitto. Anche la cultura con gli occhiali piega il culo. Chi legge un libro è costretto a stare zitto da chi scrive, chi legge compra il suo silenzio, chi compra un libro fomenta e capovolge l’omertà. Ma con la mamma biologica la partita è persa: pelle della sua pelle ma fine della tua.

Antonio Rezza

 

Esplode il luogo comune, i viventi non si accorgono di essere prigionieri di un monitor, vecchi e giovani, spossati dal desiderio di emergere, ritrovano nel reinventarsi la spietatezza dell’infanzia e la malvagità dell’adulto. L’Anelante vive confinato tra le muraglie, chiuso nel recinto, senza sporgersi, pretende di conoscere il mondo, lo fa per non accorgersi della vuotezza che gli riempie la vita. Disposto a tutto, per sostenere la gerarchia di sempre usa i sistemi virtuali di cui si è impadronito.

Flavia Mastrella

DI FLAVIA MASTRELLA ANTONIO REZZA / CON ANTONIO REZZA / E CON IVAN BELLAVISTA, MANOLO MUOIO, CHIARA A. PERRINI, ENZO DI NORSCIA / (MAI) SCRITTO DA ANTONIO REZZA / HABITAT DI FLAVIA MASTRELLA / ASSISTENTE ALLA CREAZIONE MASSIMO CAMILLI / DISEGNO LUCI MATTIA VIGO RIELABORATO DA DARIA GRISPINO / MACCHINISTA ANDREA ZANARINI / ORGANIZZAZIONE STEFANIA SALTARELLI / UNA PRODUZIONE REZZAMASTRELLA / TSI LA FABBRICA DELL’ATTORE TEATRO VASCELLO / TPE – TEATRO PIEMONTE EUROPA