Da venerdì 26 aprile a sabato 4 maggio, Teatro Astra

Due racconti minerali da Il sistema periodico di Primo Levi

PIOMBO diretto e interpretato da Nino D’Introna

MERCURIO diretto e interpretato da Richi Ferrero

Gli spettacoli saranno presentati nel corso della medesima serata e acquistabili con un unico biglietto d’ingresso 

Orario spettacoli: giovedì, venerdì, sabato 21 / mercoledì h 19 / domenica h 17 / lunedì e martedì riposo

 

Il sistema periodico è, fra le opere di Levi, quella che a metà degli anni Ottanta del Novecento ha innescato la sua fortuna negli Stati Uniti, poi nel mondo anglofono, poi in decine di altri Paesi. È l’opera che nel 2006 un’inchiesta promossa dal quotidiano inglese «The Guardian» ha proclamato «il miglior libro di scienza di tutti i tempi».
Un posto particolare all’interno di questa avventura lo occuperà la messa in scena dei
due «racconti minerali» – così li definisce l’autore. Due storie fantastiche, Piombo e Mercurio, ambientate in tempi e paesi remoti, posti fisicamente da Levi al centro del suo libro. Due curiosi racconti-monologhi di finzione inclusi in questa sorta di eccentrica autobiografia, e qui riletti e interpretati per la scena dall’attore e regista Nino D’Introna e dall’artista multimediale e performer Richi Ferrero che, grazie a Valter Malosti, in Mercurio torna a rivestire dopo vent’anni i panni d’attore.

Nell’ambito di «Me, mi conoscete». Primo Levi a teatro: un grande progetto teatrale ideato da Valter Malosti con TPE – Teatro Piemonte Europa in collaborazione con Domenico Scarpa, il Centro Internazionale di Studi Primo Levi, il Comitato Nazionale per le celebrazioni del centenario della nascita di Primo Levi e il Polo del ‘900.

PIOMBO

di Primo Levi

Regia e interpretazione Nino D’Introna

Universo sonoro Alan Brunetta

Creazione luci Agostino Nardella

Costumi Roberta Vacchetta

Produzione TPE – Teatro Piemonte Europa, Cie Nino D’introna

Il protagonista di questo racconto si chiama Rodmund, discendente di una famiglia di lavoratori del piombo. Non si sa quanti anni abbia, né in che epoca viva. Sicuramente in un tempo lontano. Il racconto di Primo Levi fa viaggiare questo uomo attraverso paesaggi e situazioni apparentemente semplici ma sempre accompagnate da un’ombra misteriosa di fantasia. Rodmund inizia il suo viaggio dal Nord Europa e giungerà in un territorio mitico: «Icnusa che era l’isola dei metalli… dopo undici giorni di mare… terra di roccia e di vento… la gente sembrava forte e semplice… comandavano le donne e facevano la guerra…». In questo luogo sembra chiudersi questo viaggio che pare talvolta ispirarsi a Omero. Non vi sono colpi di scena ma il viaggio è affascinante, duro, intenso, colorato da pause riflessive, da descrizioni affettuose e da una determinazione costante: la ricerca del piombo nella terra.

«Leggendo e rileggendo più volte questo racconto – spiega Nino D’Introna – e grazie alle numerose pubblicazioni sull’opera di Primo Levi, ho cercato di tracciare un percorso geografico del personaggio che, partendo dalla Norvegia o dalla Germania, credo passi dalla Francia, poi dalle montagne piemontesi, per infine giungere in Sardegna. La terra in cui sono nato. Alla prima lettura, la parola Icnusa ha sicuramente determinato la scelta di questo racconto rispetto ad altri. Ma quando poi ho scoperto che l’ultimo luogo citato nel racconto, Bacu Abis, è un paese vicino a Carbonia, dove hanno lavorato come minatori diversi parenti della mia famiglia materna, e poco lontano mio nonno, ho sentito che non avevo incontrato questo racconto per caso. Il piombo evoca a tutti l’idea del peso ma anche di un metallo morbido. Così ho pensato che avrei voluto accompagnare il testo ad un universo sonoro adeguato a ciò che evoca questo metallo. Ho pensato al suono delle percussioni, gravi, al ritmo “pesante” delle casse, ai suoni metallici dei piatti della batteria e più in generale a come si possono suonare i metalli. Ho chiesto dunque ad Alan Brunetta, percussionista di indiscusso valore, di lavorare insieme e orchestrare voce, percussioni e suoni in un concerto tra il narrativo e il sensoriale. Vorrei che il personaggio di Rodmund non fosse troppo reale, anche perché, nelle descrizioni dell’autore, ha caratteristiche antiche e fantastiche. Credo che dovrebbe creare un minimo di “disagio” per la sua fisicità, forse nel senso del colore (“…denti azzurri…”) o di un corpo che si trasforma con il piombo, poiché “il piombo è proprio il metallo della morte…”. Non penso a una scenografia complessa ma piuttosto a elementi che evochino la materia e lo spazio che il personaggio incontra. Il racconto scritto da Primo Levi porta naturalmente a raccontare in prima persona. Ciononostante vorrei sfuggire alla prigione di una pura verbalizzazione narrativa, per trovare il teatro che anche lì si nasconde e cercarlo, come il protagonista, ossessionato dalle vene di piombo che si nascondono tra le rocce».

 

MERCURIO

di Primo Levi

Regia e interpretazione Richi Ferrero

Elaborazione video Andrea Daddi

Assistente alla regia Niccolò Ferrero

Produzione TPE – Teatro Piemonte Europa, Gran Teatro Urbano

Per dare voce a un uomo assolato e salato, il caporale Abrahams, che con la sua compagna Maggie abita una piccola isola dimenticata nell’Atlantico chiamata «Desolazione», l’attore e artista multimediale Richi Ferrero usa una telecamera per ingigantire gli sguardi, le espressioni, i gesti riportandoli su uno schermo sospeso com’è d’uso nei concerti rock. Abrahams è il capitano della sua nave di terra dove al centro si erge il monte Snowdon. Il racconto procede come fosse un diario di bordo in giornate certe, nell’accudire i maiali, nello scovare le abbondanti uova di gabbiano e nelle strane manie della sua compagna Maggie fino all’arrivo di due naufraghi che, insieme ad altri due mortali in fuga dalla loro esistenza, diventeranno la ciurma in navigazione statica del caporale Abrahams. Sarà il monte Snowdon a determinare il destino dei naviganti di Desolazione allorché, svelando la sua natura di vulcano, sprigionerà l’unico minerale liquido esistente: il mercurio.

«Mercurio insieme a Piombo – racconta Richi Ferrero – si differenzia come racconto fantastico nel Sistema Periodico di Primo Levi che vede trattati altri diciannove minerali i quali, invece, si relazionano ai terribili accadimenti della tragedia personale dell’autore vittima delle persecuzioni naziste. Si evidenzia però come Levi, a differenza degli altri minerali nobili trattati nel libro, ritenga il mercurio un minerale subdolo, sconcertante, in grado di far galleggiare nella sua liquidità i sassi e perfino il piombo oltre a trasformare l’oro in stagno. Forse, nella leggerezza letteraria del racconto, l’autore scopre e trova nell’elemento chimico trattato una corrispondenza con l’animo umano».

 

Biglietti

Teatro Astra, via Rosolino Pilo, 6 – Torino

Orario spettacoli: giovedì, venerdì, sabato 21 / mercoledì h 19 / domenica h 17 / lunedì e martedì riposo

Intero: 22,00 €
Ridotto: 15,00 €
Under 26: 10,00 €