IL GIURAMENTO

novità assoluta di CLAUDIO FAVA / regia NINNI BRUSCHETTA

16-18 febbraio 2018 TEATRO ASTRA Sala Grande

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«Le teste si possono tagliare o contare. Nel 1931 il regime fascista scelse entrambe le soluzioni e impose a tutti i professori universitari un giuramento di fedeltà al Duce. Giurarono in 1238. Solo in dodici si rifiutarono: furono le teste che il fascismo tagliò. Eroi per caso di un’Italia civile a cui era rimasta solo quell’estrema decenza: il coraggio di dire di no. Questo è il racconto di uno di loro, uno di quei dodici, ed è liberamente ispirato alla figura di Mario Carrara. Carrara fa il medico legale in un tempo abituato a censire gli uomini e le anime con la fredda geometria insegnata da Lombroso: le misure della fronte, del cranio, delle ossa… L’università insegna già a catalogare i segni e i sospetti sulle razze, il sapere è intriso conformismo, le carriere si fanno con la tessera del partito cucita in tasca, gli studenti indossano le camicie nere anche a lezione. Carrara, no. Del fascismo ha un ripudio estetico più che ideologico. Gli sembrano ridicole quelle camicie nere inamidate e ridicolo quel pugnaletto ai fianchi dei ragazzi, gli vengono a noia le orazioni patriottiche di certi suoi colleghi, il modo in cui a lezione hanno tutti smarrito il gusto del dubbio.
Ha poco più di cinquant’anni ed è ancora un bell’uomo, solitario e ironico al tempo stesso. Vive accudito dalle proprie abitudini: il corredo di pillole per sedare claustrofobie e gastriti; la presenza irruenta di Tilde, la sua assistente, che si prende cura di lui; lo scrupolo con cui prepara le sue lezioni puntando a ribaltare ogni luogo comune. Attorno a lui corre l’Italietta conformista dei primi anni del fascio. Carrara lentamente intuisce l’agonia scellerata di un Paese in cui tutti sanno cosa sta accadendo ma pochi scelgono di stare dalla parte giusta. Quando il rettore gli comunica data e prescrizioni del giuramento, ossia fedeltà al re e al duce, Carrara capisce di non poterlo fare. Non per eroismo né per ideologia. Solo che in quel rito a cui tutti si piegheranno per campare tranquilli, Carrara riconosce improvvisamente anche le menzogne della propria vita: le pillole disposte in buon ordine sulla tovaglia dei suoi pranzi, l’attrazione per questa donna che come lui non vuole adeguarsi, la delusione verso quei suoi studenti a cui ha regalato il proprio sapere. Nell’ultima scena, mentre Carrara entra nel carcere in cui ha sempre lavorato come medico e vi ritorna stavolta da detenuto, gli altri professori pronunciano il loro giuramento. Il giorno dopo le cattedre dei reprobi verranno immediatamente riassegnate. Alla storia resteranno solo i nomi dei dodici che seppero dire di no a Mussolini. Mario Carrara fu uno di loro».
Claudio Fava

 

Al termine dello spettacolo di venerdì 16 febbraio (e non, come precedentemente segnalato, sabato 17 febbraio), si terrà un incontro di approfondimento con il regista Ninni Bruschetta, l’autore Claudio Fava e Tommaso De Luca, ANPI Provinciale. Coordinamento a cura della Circoscrizione III del Comune di Torino.

Teatro Stabile di Catania
presenta

IL GIURAMENTO

novità assoluta di Claudio Fava
regia Ninni Bruschetta
con David Coco,
Stefania Ugomari Di Blas, Antonio Alveario, Simone Luglio, Liborio Natali,
Pietro Casano, Federico Fiorenza, Luca Iacono, Alessandro Romano
musiche originali Cettina Donato
scene e costumi Riccardo Cappello
luci Salvo Orlando

DATE E ORARI

Lo spettacolo inizia alle ore 21

Lo spettacolo inizia alle ore 21

Lo spettacolo inizia alle ore 18