INRI

Il ritorno della Compagnia Zerogrammi in una riflessione su identità e fede

5 > 6 maggio 2017 – Casa del Teatro Ragazzi e Giovani

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Il tema intorno al quale ruota l’intera drammaturgia di INRI è la pratica della fede nella religione cattolica. I personaggi di questo racconto, dai colori grotteschi, paradossali, improbabili pur nella loro veridicità, si muovono sulla scena in un percorso temporale che imita quello della liturgia. Parlano di una religione dai tratti “meridionali”, che profuma di mandarini sui presepi, che risuona di bolero nelle piazze dopo le sacre processioni, una religione di docili vecchiette rosario-munite ancora bardate in nero, il cui Dio, dopo la benedizione nel luogo imputato, le raggiunge tra le cose domestiche. C’è, nel loro mettere in danza le parole e il silenzio, una lingua del corpo in ostensione, una coreografia di passi, ora dolorosi, ora angelicati, giocata nella parodia di un bigottismo religioso e quotidiano che appartiene alla nostra cultura. C’è un universo sacro e profano, crudele e tenero, ironico e tragico nella liturgia di gesti, di genuflessioni sghembe, di posture scomode, di sgrammaticate maschere espressive che trasudano una goffaggine innocente. Nei dettagli di mani in preghiera alimentate da vorticosi e ipnotici roteamenti di bauschiana memoria; negli estatici fermo-immagine di bocche e occhi che ricordano la teatralità di Emma Dante. Nelle liturgie di gambe e braccia assurte a Crocifissione, e ad una barocca Deposizione, che rimandano a icone popolari. Ci sono suoni e voci di paese, di processioni di Madonne, di litanie e rosari profumati, di un Agnus Dei struggente sulle cui note la danza stordisce e ammalia. C’è il rumore della quiete mistica, e la sospensione del miracolo pregato; c’è l’isteria dei muscoli contratti e delle schiene scoperte, e infine dei due corpi esposti a denudamenti, che rivelano la vuotezza di una pratica religiosa sterile. C’è in tutto questo, infine, un senso d’attesa perenne, incolmabile, in quella terra desolata, eppure abitata di visioni, dell’anima bisognosa di spiritualità.”

Giuseppe Distefano | IL SOLE 24 ORE

una creazione di Stefano Mazzotta, Emanuele Sciannamea

con Stefano Mazzotta, Chiara Guglielmi

luci Stefano Mazzotta, Chiara Guglielmi

drammaturgia Fabio Chiriatti

musiche, costumi e scene Zerogrammi

produzione Zerogrammi

coproduzione Festival Oriente Occidente (It), La Piattaforma (It)

con il sostegno di Regione Piemonte

un ringraziamento a Dimora Coreografica (It)

progetto partecipante a Anticorpi XL – Network Giovane Danza d’Autore con il contributo di Festival Interplay

DATE E ORARI

Lo spettacolo inizia alle ore 21

Lo spettacolo inizia alle ore 19