APOCALISSE - BIG BANG - VERGINE MADRE

TRILOGIA DELLA SPIRITUALITA' / Lucilla Giagnoni

APOCALISSE

Lo spettacolo Apocalisse s’ispira all’ultimo libro della Bibbia. Ciò che interessa è l’idea di svelamento e rivelamento che è il primo significato del termine greco. “Guarda”, “racconta ciò che hai visto”, sono le indicazioni più frequenti date a Giovanni, il testimone-narratore. In un mondo di ciechi che credono di vedere e, dunque, di sapere, il mistero si rivela solo a chi sappia guardare, a chi abbia occhi nuovi. Cecità e Rivelazione fanno immediatamente pensare ad un personaggio totemico nel teatro occidentale: Edipo. Il testo sacro che per i cristiani sigilla la serie dei testi biblici e il testo teatrale che dà inizio ad ogni forma di indagine sull’uomo, vengono posti in parallelo a raccontare che la fine dei tempi è in realtà un nuovo inizio e una nuova vita per chi impara a vedere. è la storia dell’evoluzione della coscienza: un bambino appena nato vede il mondo come un fenomeno incredibile in cui pian piano le cose si riempiono di senso. Questa è l’Apocalisse, una rinascita.

La Giagnoni s’infila in questi ragionamenti senza un attimo di tregua. Il suo comunicare è serrato e teatralmente sofferto. Intimamente sofferto. Lo spettatore, preso al laccio delle argomentazioni alte e dense di mistero, si accorge presto di dover pagare un prezzo: non dovrà distrarsi. Osvaldo Guerrieri – La Stampa

Apocalisse è l’ultimo capitolo di una trilogia della spiritualità composta dallo spettacolo Vergine madre, ispirato al percorso di salvezza raccontato nella Divina Commedia, e dallo spettacolo Big Bang, che indaga sull’inizio e sulla creazione facendo dialogare il linguaggio della scienza con quello della teologia e quello del teatro.

APOCALISSE

uno spettacolo di e con Lucilla Giagnoni

musiche originali Paolo Pizzimenti / scene e luci Massimo Violato

collaborazione al testo Maria Rosa Pantè / collaborazione alla drammaturgia scenica Paola Rota

segreteria di produzione Elisa Zanino / si ringraziano don Silvio Barbaglia, Alberto Berrini

FONDAZIONE TEATRO PIEMONTE EUROPA – CTB TEATRO STABILE DI BRESCIA – TEATRI DEL SACRO

BIG BANG

Protagonista è l’eterna domanda dell’individuo di fronte all’infinito, al mistero dell’universo, cercato a ritroso fino al momento dell’inizio: perché nella scoperta di come tutto potrebbe essere iniziato si potrebbero trovare indizi su come eventualmente finirà. In concreto chi si pone queste domande è una donna, una madre. Le risposte sono quelle della religione, la nostra tradizione biblica, in particolare i brani della Genesi che narrano la creazione; quelle della poesia e del teatro con la visionarietà metafisica di Dante e la concretezza delle passioni umane in Shakespeare; infine quelle della scienza attraverso la figura di Einstein che in sé compendia le ricerche della fisica sull’infinitamente grande (relatività) e infinitamente piccolo (meccanica quantistica).

BIG BANG

uno spettacolo di e con Lucilla Giagnoni

musiche originali Paolo Pizzimenti / scene e luci Massimo Violato

collaborazione al testo Maria Rosa Pantè / collaborazione alla drammaturgia scenica Paola Rota

FONDAZIONE TEATRO PIEMONTE EUROPA in collaborazione con TORINO SPIRITUALITA’

VERGINE MADRE

Sei canti della Divina Commedia,  probabilmente i più noti. Sei tappe di un pellegrinaggio nel mezzo del cammin di nostra vita: Il viaggio (Il primo canto  dell’inferno),  La Donna  (Francesca il V), l’Uomo (Ulisse, il XXVI), il Padre (Ugolino il XXXIII), la Bambina (Piccarda il III del Paradiso), la Madre (Vergine madre il XXXIII del paradiso).

E’ la Commedia Umana di Dante, una strada che si rivela costeggiata  da figure “parentali”: quello che si compone, guarda caso,  è il disegno di una famiglia. I canti non vengono spiegati, per quanto, ad essere sinceri, in gran parte siano incomprensibili all’ascolto. Ma sono anche parole incantatorie, quelle della Divina Commedia,  parole taumaturgiche, rituali. Eternamente ripetute come le preghiere. Dalla lettura dei canti scaturiscono storie. Il lato oscuro di Ulisse, l’aspetto meraviglioso e terribile del padre, la santità dei bambini, la lussuria di tutte le donne, la grandezza della madre… un percorso ricco, sorprendente  e, soprattutto, confortante. Come la preghiera.

VERGINE MADRE

uno spettacolo di e con Lucilla Giagnoni

musiche originali Paolo Pizzimenti / scene e luci Lucio Diana, Massimo Violato / collaborazione al testo Marta Pastorino

FONDAZIONE TEATRO PIEMONTE EUROPA