GIULIETTA

IN TOURNÉE

21 marzo 2020 Teatro Comunale – Cagli (Pu)
8-17 maggio 2020 Teatro Astra – Torino

DI FEDERICO FELLINI
ADATTAMENTO DI VITALIANO TREVISAN (DAL RACCONTO “GIULIETTA” DI FEDERICO FELLINI – ED. IL MELANGOLO)

UNO SPETTACOLO DI VALTER MALOSTI
CON ROBERTA CARONIA

PRODUZIONE TPE – TEATRO PIEMONTE EUROPA
LO SPETTACOLO È STATO REALIZZATO IN COLLABORAZIONE CON TEATRO DI DIONISO, PICCOLO REGIO DI TORINO E ISTITUTO PER I BENI MARIONETTISTICI E IL TEATRO POPOLARE
CON IL PATROCINIO DI FELLINI 100 – CELEBRAZIONI PER IL CENTENARIO DELLA NASCITA DI FEDERICO FELLINI

“La donna è meravigliosa. La donna è l’universo. Forse questa è una concezione tantrica. La donna è la parte altrui dell’uomo, ma gli è superiore perché essa nasce adulta, antica…” Federico Fellini intervistato da Toni Maraini, 1994

Nel 2020 cade il centenario della nascita di Federico Fellini. TPE – Teatro Piemonte Europa propone la versione teatrale di Giulietta, l’unica opera narrativa di una certa consistenza pubblicata dal regista riminese, con la regia di Valter Malosti e l’interpretazione di una delle attrici più versatili e popolari della nuova generazione, Roberta Caronia. Giulietta è un racconto di cui Fellini stesso suggerì la stampa, in lingua tedesca, per l’editore svizzero Diogenes. Si tratta della prima idea-soggetto di quello che nel 1965 diventerà il film Giulietta degli spiriti: un “trattamento”, ovvero la fase intermedia tra il soggetto e la sceneggiatura. Una sorta di film semilavorato. Valter Malosti porta in scena per la prima volta nel 2004 la versione teatrale del racconto adattata da Vitaliano Trevisan: «Un circo, una pista da circo: al centro sta Giulietta in qualche modo inchiodata, come una farfalla raccolta da un entomologo e lì depositata. E intorno, tutti i suoi fantasmi, gli spiriti, evocati dalla presenza di nude marionette e da una fittissima partitura di suono». Con questo spettacolo Malosti vince il Premio Hystrio 2004 per la regia, e la prima interprete Michela Cescon il Premio della critica teatrale 2003-2004 e l’Ubu 2004 come migliore attrice.

 

Giulietta è una struggente favola psicanalitica, una favola contemporanea dai toni mozartiani sull’identità frammentata, sull’anima, raccontata con un tono vagamente infantile ed inquietante, una moderna Alice attraverso lo specchio, specchio con il quale si apre e si chiude lo spettacolo e il racconto felliniano. Ma Giulietta è anche una lunga e irridente seduta spiritica descritta da chi ci crede, anche, almeno un poco; eco delle frequentazioni di maghi, veggenti e spiritisti scovati da Fellini in quegli anni un po’ in tutta l’Italia. E oltre alla parapsicologia, evidente in questo testo di Fellini è la sua vicinanza alla psicanalisi: un modo di convivere con i propri fantasmi che Fellini, dopo averlo maturato alla scuola junghiana di Ernest Bernhard, non abbandonò più. Un circo, una pista da circo: al centro sta Giulietta in qualche modo inchiodata, come una farfalla raccolta da un entomologo e lì depositata. E intorno, tutti i suoi fantasmi, gli spiriti, evocati dalla presenza di nude marionette e da una fittissima partitura di suono. Valter Malosti

Non si trattava dunque di lavorare su un prodotto finito, il film, ma su un semi-lavorato, il trattamento; e anzi, dal confronto con il film, che Fellini stesso riteneva non completamente riuscito, e con la sceneggiatura, il trattamento risulta vincente, più ricco, con una sua spiccata autonomia. Non solo, ben altre sono le suggestioni che questo testo contiene, le analogie che da esso scaturiscono… Interrata: è così che immaginiamo la povera Giulietta, proprio come Winnie, la protagonista di Giorni felici di Samuel Beckett; ma non in un’informe massa di rifiuti, no, nella pista di un circo piuttosto, fuori solo col busto; intorno a lei delle marionette-spiriti; sentiremo anche molte voci: quella di Casanova, di Iris e di tutti gli altri spiriti. Vitaliano Trevisan