EDIPO. UNA FIABA DI MAGIA

SOCIETAS / CHIARA GUIDI

Festival delle Colline Torinesi 26

23 ottobre ore 21
24 ottobre ore 16.30
Casa del Teatro Ragazzi e Giovani, Torino

durata 1h
presentato con Fondazione Teatro Ragazzi e Giovani

La storia di Edipo è una tipica fiaba di magia.

Si ricollega ai culti di fertilità delle antiche civiltà dei fiumi: la vecchia madre terra accoglie nel suo grembo il giovane seme che vi penetra per nascondersi, dormire e generare un frutto.

Ma cosa succede là sotto, in quel tempo di macerazione e morte del seme nella terra? Quale storia vive nella terra? Come entrarvi dentro e vederla? La Sfinge lo sa, ma solo quando i bambini avranno decifrato i suoi enigmi aprirà il sipario per accedere nell’antro della terra dove il seme, in essa custodito, dischiusosi diviene un uomo: Edipo.

Le musiche di Francesco Guerri sono tratte dal disco Su Mimmi non si spara! (RareNoiseRecords, 2019), composto da brani attraverso i quali emergono la fisicità del suo virtuosismo e il suo profondo legame emotivo con il violoncello.

Gli antichi culti di fertilità narrano di come un seme, accolto dalla vecchia madre terra, diventi uomo. La partitura vocale dell’attrice e regista cesenate si trasforma in drammaturgia incandescente, anche grazie alle musiche di Francesco Guerri e al loro profondo legame emotivo col violoncello.

ideazione Chiara Guidi in dialogo con Vito Matera
con Francesco Dell’Accio, Francesca Di Serio, Chiara Guidi, Vito Matera, Alessandro Bandini
e con le voci di Eva Castellucci, Anna Laura Penna, Gianni Plazzi, Sergio Scarlatella, Pier Paolo Zimmermann
musica Francesco Guerri, Scott Gibbons
scena, luci, costumi Vito Matera
prosthesis Istvan Zimmermann e Giovanna Amoroso – Plastikart studio
realizzazione scene Laboratorio Scenografia Pesaro – Trecento Lidia
fonica Andrea Scardovi
cura Elena de Pascale
produzione Societas
coproduzione ERT / Teatro Nazionale

INTORNO AL FESTIVAL

CASA DEL TEATRO RAGAZZI E GIOVANI

Domenica 24 ottobre ore 11
TEATRO INFANTILE? Cosa indica?
con Chiara Guidi, Emiliano Bronzino
È un teatro che si rivolge all’infanzia, dove gli adulti sono solo accompagnatori passivi, oppure è il luogo nel quale l’adulto interroga il proprio sguardo attraverso lo sguardo del bambino?