FANTASCIENZA?

3 podcast da 3 racconti di Primo Levi adattati e diretti da Valter Malosti

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PROTEZIONE

da Vizio di forma di Primo Levi
(edito da Giulio Einaudi Editore)

adattamento radiofonico e regia Valter Malosti
progetto sonoro Gup Alcaro

con Anna Della Rosa, Paolo Giangrasso, Roberta Lanave, Valter Malosti

musiche e chitarre Paolo Spaccamonti

produzione TPE – Teatro Piemonte Europa e Fondazione Circolo dei lettori

in collaborazione con il Centro Internazionale di Studi Primo Levi
realizzata per il ciclo Io so cosa vuol dire non tornare

registrato e mixato al Superbudda, Torino

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AMMUTINAMENTO

da Vizio di forma di Primo Levi (edito da Giulio Einaudi Editore)

adattamento radiofonico e regia Valter Malosti
progetto sonoro Gup Alcaro

con Elena Clara Malosti e Valter Malosti

musiche e chitarre Paolo Spaccamonti

produzione TPE – Teatro Piemonte Europa e Fondazione Circolo dei lettori
in collaborazione con il Centro Internazionale di Studi Primo Levi
realizzata per il ciclo Io so cosa vuol dire non tornare

registrato e mixato al Superbudda, Torino

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QUAESTIO DE CENTAURIS

 

da Storie naturali di Primo Levi (edito da Giulio Einaudi Editore)

adattamento radiofonico e regia Valter Malosti
progetto sonoro Gup Alcaro

con Valter Malosti e Paolo Giangrasso
voci di Demetrio Stratos

produzione TPE – Teatro Piemonte Europa e Fondazione Circolo dei lettori
in collaborazione con il Centro Internazionale di Studi Primo Levi
realizzata per il ciclo Io so cosa vuol dire non tornare

registrato e mixato al Superbudda, Torino

3 podcast per 3 racconti di Primo Levi

Disponibili anche su SoundCloud e Spotify

 

La figura mitologica del centauro: affascinante ibrido al confine tra Natura e Umano, una «impurezza che fa scatenare la vita». Una ragazzina speciale che spiazza il mondo degli adulti perché sa parlare con le piante e raccoglie la ribellione della natura contro l’uomo. E un futuro in cui un’imprevedibile calamità planetaria (una pioggia di micrometeoriti) costringe l’umanità a bandire ogni contatto fisico e a vivere rinchiusa dietro corazze protettive. C’è tutto il dono profetico, la capacità visionaria e la straordinaria forza poetica dello scrittore torinese in Fantascienza? Tre racconti di Primo Levi.

Valter Malosti ha curato l’adattamento radiofonico e la regia di tre racconti – in ordine di diffusione: Quaestio de Centauris, Ammutinamento e Protezione – contenuti nelle raccolte Storie naturali (1966) e Vizio di forma (1971), e ne ha fatto tre podcast audio da ascoltare singolarmente o uniti a formare una sorta di trittico (e in questo caso l’ordine di ascolto consigliato è Protezione, Quaestio e Ammutinamento). Accanto a Malosti il cast annovera attori già protagonisti di applaudite produzioni TPE come Anna Della Rosa, Paolo Giangrasso, Roberta Lanave, affiancati dalla giovanissima Elena Clara Malosti; si avvale inoltre del fondamentale contributo del progetto sonoro di Gup Alcaro con le musiche originali alla chitarra di Paolo Spaccamonti.

Potremo ascoltare su questa pagina i tre racconti, lanciati uno ogni venerdì alle 21, a partire dal 12 febbraio oppure sui canali Spotify e sulla piattaforma SoundCloud del Circolo dei lettori.

Fantascienza? Tre racconti di Primo Levi è una nuova coproduzione TPE – Teatro Piemonte Europa realizzata per il ciclo Io so cosa vuol dire non tornare, ideato e curato dalla Fondazione Circolo dei lettori insieme al Centro Internazionale di Studi Primo Levi. Il progetto ha già visto TPE collaborare con il reading poetico Annunciazione. Dodici poesie intorno ad Auschwitz. Altri partner di Io so cosa vuol dire non tornare sono Giulio Einaudi Editore, Ministero dell’Istruzione, Fondazione Leonardo Sinisgalli, Comune di Novara e Comune di Settimo Torinese.

 

 

«Io sono un anfibio, un centauro (ho anche scritto dei racconti sui centauri) e mi pare che l’ambiguità della fantascienza rispecchi il mio destino attuale. Io sono diviso in due metà. Una è quella della fabbrica, sono un tecnico, un chimico. Un’altra invece è totalmente distaccata dalla prima, ed è quella nella quale scrivo, rispondo alle interviste, lavoro sulle mie esperienze passate e presenti. Sono proprio due mezzi cervelli. È una spaccatura paranoica (come quella, credo, di un Gadda, di un Sinisgalli, di un Solmi)».

Intervista di Edoardo Fadini a Primo Levi, L’Unità, 4 gennaio 1966

 

Con i suoi racconti di fantascienza Primo Levi sa aprire il tempo e forzarne le dimensioni in modo sorprendente. In Protezione il presente si interseca e reagisce con un futuro nel quale gli uomini sono costretti a indossare una corazza per proteggersi da una tempesta di micrometeoriti. In Quaestio de Centauris accade l’opposto: da un’epoca lontanissima, che si confonde con il mito, emerge la figura di Trachi, il centauro, metà uomo e metà cavallo, che, con la sua intelligenza, la sua forza e la sua sensibilità sovrumana, attraversa come una visione reale e inquietante il nostro mondo di oggi.

Ma il tempo è solo la cornice; l’oggetto vero è l’umanità. Così l’autore ci sorprende non solo attraverso la scorciatoia delle analogie che a noi pare di scoprire in ogni racconto: ad esempio laddove siamo richiamati – ma possiamo scoprirlo solo ora – alla pandemia che ci assedia, o a quanto sia importante l’intelligenza degli esseri umani, tanto più acuta nella natura bifida e centauresca di Levi chimico e scrittore. Senza contare che la ricchezza e l’interesse di quei due racconti si manifesta in mille altri modi, ad un tempo più sottili e più profondi. Si pensi anche solo all’esaltazione irresistibile di Trachi, quando per vie invisibili percepisce di essere stato tradito.

Anche nel terzo racconto, Ammutinamento, il tempo dilatato del mondo vegetale – «le piante sono molto lente» – fa da cornice a qualcos’altro: una rivolta inusitata dagli alberi «in odio agli uomini», per il loro insopportabile strapotere sulla natura. Ma lo sguardo va ben oltre la superficie e svela riflessi di straordinaria lucentezza, come la grazia incantevole con cui la dodicenne Clotilde sa intrattenersi con il rosmarino o con il ciliegio selvatico.

Fabio Levi

 

In questi adattamenti radiofonici, tratti da tre racconti di Primo Levi, si va a formare una sorta di trittico in cui la fanno da protagonista la Natura e l’Umano. Se nel primo, Protezione, la natura mette in crisi le nostre abitudini sociali e ci spaventa impedendoci il contatto fisico, come accade ora con il Covid, nell’ultimo, Ammutinamento, una ragazzina riesce a rompere la barriera parlando addirittura con gli alberi (e quanto ci ricorda un’altra famosissima ragazzina di nome Greta). In mezzo sta l’anfibia, straniante, figura del centauro Trachi protagonista di Quaestio de Centauris, che è anche una sorta di affascinante storia di una nuova creazione in cui Levi combina mitologia classica e citazioni bibliche in una rivisitazione del mito dell’Arca che viene fatto esplodere dando vita ad una sorta di inebriante e fertile eros primordiale, in cui attraverso la presenza totale dell’amore: «la terra fornicava col cielo», l’universo è un ribollire di fecondità. Metà uomo e metà animale, Trachi sta proprio al confine tra Natura e Umano, è un affascinante ibrido, una «impurezza» che fa scatenare la vita.

Per ognuno dei tre racconti abbiamo tentato di creare un mondo sonoro parallelo, nel primo e nell’ultimo protagonista è la chitarra elettrica, trattata e rielaborata in Protezione, molto più allo scoperto in Ammutinamento. In Quaestio de Centauris che è anche un omaggio alla voce ancestrale di Demetrio Stratos, la voce umana in tutte le sue declinazioni diventa protagonista.

Valter Malosti

Da venerdì 12 febbraio 2021, ore 21

Quaestio de Centauris

 

Da venerdì 19 febbraio 2021, ore 21

Ammutinamento

 

Da venerdì 26 febbraio 2021, ore 21

Protezione

 

 

produzione TPE – Teatro Piemonte Europa e Fondazione Circolo dei lettori

in collaborazione con il Centro Internazionale di Studi Primo Levi

realizzata per il ciclo Io so cosa vuol dire non tornare

Registrato e mixato al Superbudda, Torino