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La stagione che proponiamo ai nostri 21.717 spettatori dell'anno scorso, sperando di riconquistarli al nostro teatro, è per molti aspetti innovativa. Dopo cinque stagioni segnate da un progressivo aumento di presenze, ci sentiamo fiduciosi di poter chiedere al nostro pubblico di seguirci in un'avventura appassionante, destinata a cambiare le nostre consolidate abitudini. Il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, il nostro Ministero insomma, ci propone di diventare un Teatro di Rilevante Interesse Culturale nel quadro della riforma che si introdurrà a inizio 2015: e questa proposta, anzi questa sfida lanciata a tutto lo spettacolo dal vivo italiano, non la si può interpretare come l'adattamento alle nuove tabelle della quantità di lavoro che già siamo in grado di rendicontare; ma come un profondo cambiamento di mentalità e obbiettivi artistici. Dovremo produrre molti più spettacoli frutto del nostro ingegno, della nostra ricerca, del lento maturare dei nostri giovani; potremo creare più cose insieme a teatri stranieri; dovremo per contro ospitare meno compagnie di giro e tenere più a lungo in cartellone i nostri spettacoli. Per fortuna, è da sempre che ci siamo messi su questa strada, con prudenza, progressivamente: e due anni fa, il progetto Sala Prove ha cominciato a raccogliere in uno spazio diverso, più intimo, un gruppo di giovani artisti facendoli lavorare a lungo davanti a un pubblico ristretto, oserei dire selezionato. L'esperimento ha fatto centro, inanellando una sequela di successi: Zio Vanja, Il Divorzio, Woyzeck, Musical Light sono tutti spettacoli creati in casa che hanno incontrato un gradimento di pubblico crescente; fino a consigliarci di trasferire alcune proposte in Sala Grande perché la domanda aumentava. Fino a Cinema!, la nostra creazione italo polacca, che ha occupato per due settimane Sala Grande.

Per questo, la stagione che verrà, accanto a eventi di grande qualità del panorama italiano come Umberto Orsini o Roberto Herlitzka o il genovese Teatro della Tosse, avremo lunghi periodi dedicati a spettacoli nati all'Astra o per l'Astra, da noi concepiti e realizzati: tutti contrassegnati da un simbolo grafico che garantirà il "Made in TPE" come un marchio di qualità. Il comunicato stampa e i materiali grafici allegati li descrivono esaurientemente ed è inutile quindi enumerarli anche qui. È più importante prepararvi, invece, al terremoto che accompagnerà questi nostri spettacoli: una sussultoria movimentazione degli spazi stessi dell'Astra, oltre i confini di Sala Prove e Sala Grande; è vero, l'Astra è un teatro bellissimo, invidiatoci dalle compagnie di tutta Europa. Ma ci sentiamo ormai un po' allo stretto: cercheremo di trasformare il vasto, altissimo palcoscenico facendone un luogo alla francese che possa contenere, quando è il caso, insieme il pubblico e la performance; e questo avverrà già per il mio nuovo spettacolo Il Trionfo del Dio Denaro, una divertente favola settecentesca su un tema sinistramente attuale.

Il pubblico continuerà a scegliere attraverso i percorsi che ormai conosce bene, Classici e Tempi Moderni; ma anche Palcoscenico Danza curato da Paolo Mohovich; e infine Spazi Sonori che, accanto al gioioso cabaret della Dual Band e a un'importante testimonianza di inclusione artistica come Io provo a volare!, ci presenterà quest'anno la prima assoluta di una Cantata, creata da un eccezionale cartello di artisti del nostro e di altri territori, per ricordare la tragedia della ThyssenKrupp; e Teatro Europeo, che apre la stagione con Jérôme Thomas e la finisce con uno straordinario spettacolo di nouvelle magie.

Ancora le molte iniziative speciali: la cena spettacolo di fundraising, a dicembre, sul palcoscenico dell'Astra che inventerà momenti creativi e gastronomici; la serata in memoria di Mario Missiroli, un grande amico di questo teatro; i molti momenti di formazione del pubblico, articolati attraverso gli incontri di Le pratiche della scena; le tante serate dell'AstraCafé, animato dalla sapienza creativa di Sara Casiraghi e ormai diventato la tappa obbligata di tutti quelli che vogliono regalarsi, prima e dopo gli spettacoli, il piacere supplementare di un bicchiere, un buon piatto, due chiacchiere e magari qualche sorpresa, ancora.

Beppe Navello

DIRETTORE FONDAZIONE TPE

 

 

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